Corruzione, indagato Donnarumma. Acea respinge le accuse al suo amministratore delegato

Donnarumma accusato di corruzione in relazione a due sponsorizzazioni. Ma per l'azienda municipalizzata l'ipotesi di reato è priva di fondamento: "Sulle sponsorizzazioni decideva il presidente, non l'AD"

La sede romana di Acea

L'ipotesi è quella di corruzione. Il contesto è legato alla sponsorizzazione di due eventi natalizi, organizzati a Roma nel 2017 e nel 2018. A finire nel registro degli indagati, questa volta, è l'ingegnere Stefano Donnarumma. Non si tratta né di un costruttore e neppure di un politico. Donnarumma è infatti l'amministratore di Acea.

L'indagine

La notifica dell'avvio delle indagini per un'ipotesi di corruzione, ha suscitato la pronta reazione dell'azienda. Lo ha fatto con una nota per chiarire che l'atto notificato "non ha nulla a che vedere con il futuro stadio della Roma né con le vicende riguardanti l’asserito progetto di spostare la sede del Gruppo nel futuro “Business Park”, che dovrebbe sorgere proprio nei pressi dell’opera". La spiegazione è importante perchè mette a tacere le prime voci circolate, che avevano associato il nome del manager a quello della vicenda legata allo stadio di Tor di Valle. 

Le sponsorizzazioni

"Quella di Donnarumma è una estraneità assoluta, tant’è che non ha comportato alcun specifico addebito da parte delle Autorità inquirenti nei confronti dell’Ad - sottlinea Acea spa nella nota -  L’unica contestazione che gli viene rivolta riguarda due sponsorizzazioni, del valore di 25mila euro ciascuna, realizzate nel 2017 e nel 2018".

Le responsabilità di Lanzalone

Anche in merito alle sponsorizzazioni citate, l'azienda però tiene a fare delle importanti precisazioni. La premessa è che  "tra le varie deleghe che il Consiglio di Amministrazione ha attribuito all’ingegner Donnarumma non vi è mai stata quella riferita alle sponsorizzazioni, che invece, fin dall’insediamento dell’attuale CdA (3 maggio 2017), erano nella responsabilità della Presidenza".  L'allora presidente era l'avvocato Lanzalone, finito poi ai domiciliari nell'indagine, questa sì, collegata allo stadio della Roma.

Il passaggio di consegne

L'arresto del presidente di Acea, ha comportato una riorganizzazione anche del management. Dal 21 giugno infatti, a presiedere l'azienda municipalizzata è Michaela Castelli. Quella data rappresenta una sorta di spartiacque. Da allora  "la competenza sulle sponsorizzazioni – fa sapere con una nota Acea Spa –  è stata attribuita ad un Comitato Esecutivo appositamente creato e presieduto da un consigliere indipendente espressione della minoranza. Un dato di fatto che il Gruppo ha portato subito all’attenzione delle Autorità inquirenti attraverso una dettagliata relazione che è stata consegnata nella serata del 22 marzo. "Tra la documentazione messa a disposizione degli investigatori c’è anche quella relativa proprio alle sponsorizzazioni oggetto dell’indagine. Da questa – conclude la nota –  si deduce in maniera incontrovertibile la totale estraneità di Stefano Donnarumma: le due sponsorizzazioni sono state decise dall’allora Presidente che aveva i poteri in materia". Alla magistratura ora spetta il compito di sciogliere questa matassa.

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