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Morena in mostra: il degrado diventa arte grazie al talento di alcuni fotografi

Sono stati premiati i vincitori della prima edizione di "Morena in mostra". Un modo originale ed autorganizzato per promuovere l'arte, la partecipazione e la consapevolezza sui problemi del quartiere

Per anni Morena ha dovuto convivere con il problema dei cassonetti tracimanti di rifiuti. Le immagini dei sacchetti accatastati uno sull’altro, hanno riempito i  social network. E sono diventate una forma di rappresentazione della realtà. Uno strumento a disposizione della cronaca. Forse è partendo anche da questa considerazione che è stato individuato il tema  della prima edizione di Morena in mostra.

L'EVENTO - “L' idea di realizzare questa mostra fotografica cominciando con il tema del degrado nasce dalla condizione in cui versa il nostro quartiere – spiega Adriano Monti, uno degli organizzatori - la nostra è infatti una provocazione, ma con l’ intento positivo di far esprimere a tutti gli abitanti la loro creatività attraverso la loro foto artistica, creando momenti di aggregazione tra il pubblico fruitore. Le foto infatti non erano delle mere rappresentazioni di putridi ammassi di immondizia. Esse  parlavano ed hanno suscitato  emozioni alle decine di persone che hanno potuto votarle sul “Quaderno delle preferenze”.

IL BELLO NEL DEGRADO - I vincitori di questo primo evento, organizzato  dal collettivo Citylab, sono stati due. A Ludovica Rocca, studentessa sedicenne di Ciampino, è andato il premio popolare. “Io era uscita con l’idea di fotografare un’immagine che rappresentasse il degrado, cercando poi di trasformarlo in qualcosa di artistico. Usando il colore, volevo mandare un messaggio, magari rendendo bello qualcosa che in realtà non lo era”. Gli scatti di Ludovica, in effetti restituiscono quest’intenzione. Come ad esempio la foto del pacchetto di sigarette in terra. “Ho giocato con un’ombra facendo sembrare che questo pacchetto, gettato sul marciapiede, fosse ancora nella mano di una persona”. Una foto che suggerisce una riflessione: il luogo deputato alle sigarette è la mano che le tiene, non il manto stradale che li accoglie.

I RIFIUTI E GLI SPAZI SOCIALI - Il vincitore del premio assegnato dalla giuria, è stato invece il trentacinquenne Daniele Scarponi. “Ho rappresentato tre cassonetti per la raccolta differenziata ed una carrozzina in movimento. Di quelle che usano i rovistatori, a loro modo i primi che nel territorio si sono dedicati alla separazione ed al recupero dei rifiuti.  Anzi, mentre la raccolta diffenziata di tipo istituzionale  procede a stento – osserva Daniele - l’altra è  molto più avviata”. E procede senza sosta, come la carrozzina che utlizzano i cosiddetti rovistatori. “E’ chiaro che ho giocato su una provocazione – spiega il cittadino – perché se il tema è quello del degrado, ad una persona che come me ha sempre vissuto a Morena, vengono in mente subito i rifiuti lasciati in strada”. Se invece gli si chiede quale sia il primo problema da affrontare nel quartiere, Daniele risponde senza starci nemmeno a pensare: Servono spazi a disposizione dei giovani. Qua sono completamente assenti. In infatti anche questa iniziativa, si è dovuta svolgere in via dei Sette Metri. Praticamente in strada.

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