Tuscolano Quadraro / Via Lucio Sestio

Lucha y Siesta “bene comune”: la regione punta sulla progettazione partecipata

La giunta Zingaretti ha formalmente riconosciuto il valore dell’esperienza del centro antiviolenza. Assessora Onorati: “Si apre una nuova stagione”

C’era una volta la sottostazione Cecafumo. Ora quello spazio, che era stato messo all’asta per salvare Atac dal fallimento, è un luogo su cui la regione Lazio ha deciso di puntare per realizzare un progetto partecipato finalizzato a renderlo un “bene comune”.

Il riconoscimento della regione Lazio 

La giunta Zingaretti, nella giornata internazionale dedicata alle donne, ha deciso di firmare un provvedimento a favore di Lucha y Siesta. Si tratta di un “atto di indirizzo” con cui formalmente si riconosce il valore dell’esperienza maturata tra le mura del Quadraro. “La realtà, che rischiava lo sfratto, potrà continuare le attività in via Lucio Sestio grazie a un percorso di progettazione partecipata avviata con la Regione Lazio, grazie alla Giunta Zingaretti” ha fatto sapere l’assessora regionale alle pari opportunità Enrica Onorati.

Un bene comune urbano

Con il provvedimento firmato, quindi, si apre quella che l'assessorato alle pari opportunità non esita a definire “una nuova stagione”. Dopo tanti anni di lotte, contro le discriminazioni e contro la spada di Damocle dello sgombero, l'ex sottostazione Cecafumo è riuscita a radicarsi. Ed ora la regione, in collaborazione con l'associazione Lucha y Siesta, intenzione di avviare “un progetto di rifunzionalizzazione dell'edificio per realizzare un innovativo bene comune urbano, avendo cura di conservare e promuovere - ha sottolineato l'assessora Onorati - la multifunzionalità dello spazio socio-aggregativo”. 

Laboratorio di innovazione

“Con l'atto di indirizzo votato oggi dalla Giunta facciamo un altro fondamentale passo verso il riconoscimento dell'esperienza di Lucha Y Siesta all'interno della città di Roma e non solo” ha sottolineato Marta Bonafoni, capogruppo della lista civica Zingaretti in regione Lazio. “Con l'atto votato oggi compie un altro sostanziale passo il percorso politico e amministrativo che vede in Lucha Y Siesta un vero e proprio laboratorio di innovazione e sperimentazione, dove immaginano e lavorano insieme una istituzione formale quale la Regione Lazio, una istituzione sociale quale la Casa delle Donne di via Lucio Sestio, e la comunità tutta che risponde all'appello di un impegno quotidiano contro la violenza di genere”.

Il commento di Lucha y Siesta

“La decisione di giunta di oggi è un passaggio che sancisce il riconoscimento politico di una comunità plurale, aperta, che guarda al futuro e sfida continuamente l'imprevedibile” hanno commentato le attiviste di Lucha y Siesta. L’iniziativa promossa dalla squadra di governo regionale “è un passo  per continuare a progettare insieme il mondo che vogliamo nella città di tutte”. Una città che “accoglie senza giudizio” e che è “contro ogni guerra e contro ogni fascismo” è stato rimarcato nel giorno in cui, in molte piazze d’Italia compresa la Capitale, è stato proclamato “lo sciopero globale transfemminista”. Appuntamento a cui, le attiviste di via Lucio Sestio, non hanno fatto mancare la propria partecipazione.
 

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