Martedì, 27 Luglio 2021
Tuscolano

Di Egidio, il giovane renziano nella squadra dei presidenti di Calenda: "Saremo alleati dei cittadini"

Attuale consigliere di Italia Viva Luca Di Egidio si candida con la lista di Calenda: "Insieme dimostriamo che Roma è governabile"

Luca Di Egidio, venticinquenne cresciuto all'Appio Latino,  studente di Giurisprudenza a 5 esami dalla laurea, Caposegreteria alla presidenza della commissione Trasporti alla Camera e collaboratore parlamentare di Luciano Nobili (Italia Viva), è il candidato di Calenda alla presidenza del VII Municipio.

Lei è il candidato più giovane di Roma alla carica di presidente. Qual è il contributo in più che un amministrare così giovane può dare al territorio?

Sì è vero, ho 25 anni e sono il più giovane. Sono stato rappresentante della Consulta provinciale degli Studenti al liceo e poi consigliere di Dipartimento alla facoltà di Giurisprudenza. Pertanto vengo dal mondo studentesco, con cui ho tenuto i contatti. Lo dimostrano anche le preferenze che ho preso nel 2016: oltre 900, quasi tutte dal mondo under 30.

Ed il valore aggiunto qual è?

Penso di riuscire a portare la prospettiva di un venticinquenne che non è legato ai vecchi manicheismi. La mia non può certo essere considerata la generazione che ha portato al fallimento questa città ed al contrario noi giovani possiamo dimostrare che Roma si possa gestire, attraverso la competenze, per scrollarsi di dosso la polvere di chi sostiene che la nostra sia una città ingovernabile.

Lei è uno dei candidati di Italia Viva che sostiene l’elezione di Carlo Calenda. Quale sarà il suo ruolo, in questa sorta di partnership instaurata da Renzi con Calenda?

Non sono l’unico, ci sono candidati presidenti di Italia Viva in altri municipi. Io credo che questa lista, che si presenta senza simboli di partito,  completamente civica, possa diventare un laboratorio. Da Roma e dalle nostre candidature auspico che si venga a creare una sorta di casa dei riformisti. Un punto di riferimento per chi non si accontenta della prospettiva, a livello nazionale e regionale, di un’alleanza tra PD e Movimento 5 stelle. Poi c’è anche un’altra cosa che mi ha spinto a candidarmi.

E sarebbe?

Non mi piace l’idea che si debba considerare normale il disastro in cui è stata consegnata la città. Roma non è ingovernabile ma la cosa peggiore è che alcuni romani si sembrano rassegnati che  le buche nelle strade, i fondi inutilizzati, le tante occasioni perse siano qualcosa di inevitabile. Non è così. Ho accettato di candidarmi presidente con Carlo Calenda perché, insieme, possiamo mandare un messaggio diverso: Roma è governabile.

Lei viene dal PD , con cui è stato eletto in Municipio VII. Perché ha lasciato i democratici?

Sono  uscito dal PD nell’ottobre del 2019, approdando ad Italia Viva, perché ero abbastanza saturo di questo unico mantra delle correnti di partito, delle divisioni interne, di passare metà del tempo a discutere tra di noi. Ma oggi, piuttosto che affrontare questo tema, preferirei concentrarmi sulla candidatura e sulle proposte del territorio.

Ed allora parliamo del VII Municipio. Ha già immaginato, se venisse eletto come presidente, quali sono le cose da fare nei classici primi 100 giorni di mandato?

Certamente. Una cosa da fare immediatamente è riaprire la sede municipale di via Fortifiocca, dove c’è l’ufficio anagrafico. Non è pensabile che ci vogliano 3 mesi per fare una carta d’identità e 6 per un cambio di residenza. Dobbiamo governare un territorio con 330mila abitanti e la pubblica amministrazione si deve porre come alleata del cittadino, non come fonte di ulteriori gravami. Altra cosa che voglio fare è puntare su un progetto che consenta a via del Mandrione, che è chiusa da troppo tempo, non solo di riaprire. Ma anche di essere riqualificata con un progetto che punti a rilanciare quella zona, oggi considerata un quartiere dormitorio. Altra cosa che bisogna mettere in cantiere, nei primi 100 giorni, è un progetto reale per collegare Tor Vergata con il resto del Municipio. Occorre considerarla una priorità e da subito lavorare all’istituzione di un tavolo che la tratti, appunto, come prioritaria. Non è possibile che 30mila studenti siano costretti, ogni giorno,  a mettersi alla guida della macchina per non dover  aspettare un autobus che non passa mai.

Cosa imputa invece all’attuale amministrazione municipale?

In generale hanno fatto perdere fiducia ai cittadini con scelte sulla mobilità sostenibile dal sapore ideologico hanno avuto l’effetto opposto. Penso alla ciclabile, ad esempio, su via Tuscolana che consegna la strada al traffico dalle 8 alle 20. Nel Municipio VII una cosa che non mi sta piacendo è il fatto che, a fine consiliatura, presentino delle mozioni che indicano, a chi governerà nella prossima consiliatura, la soluzione a problemi che andavano affrontati durante questi cinque anni. Ad esempio per i lavori su via di Torre Morena, che andava messa in sicurezza e che invece, recentemente, è diventata oggetto della proposta d’avvio d’una consultazione popolare.

Quando partirà ufficialmente la sua campagna elettorale?

Ad inizio settembre. Abbiamo in calendario tre appuntamenti: uno con Carlo Calenda, probabilmente in piazza Re di Roma. L’apertura vera e propria sarà però in via del Mandrione, dove organizzeremo in sit-in e poi, all’Appio Latino, che il quartiere da cui provengo, penso di lanciare un appuntamento con 100 giovani del territorio, finalizzato alla stesura di un paper che sintetizzi, con un programma concreto, le cose da fare per rimettere al centro le politiche giovanili in questo municipio.
 

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