Sabato, 12 Giugno 2021
Tuscolano

Tor Vergata, scoperte nuove potenzialità curative dell’insulina

Da farmaco anti diabete a guida per le cellule staminali: i ricercatori dell'Università degli Studi di Tor Vergata hanno dimostrato che con l'insulina si possono rigenerare i tessuti danneggiati da ustioni o da postumi di interventi chirurgici

Un team di ricercatori dell’Università di Tor Vergata, coordinata dal Dott. Valerio Cervelli, ha condotto uno studio sull’insulina che potrebbe rivelarsi determinante nel campo della medicina. Il farmaco, tradizionalmente usato per curare il diabete, avrebbe infatti delle proprietà che lo renderebbero in grado di ‘guidare’ le cellule staminali. Ciò renderebbe possibile indirizzare tali cellule per rigenerare i tessuti danneggiati da ustioni o da postumi di interventi chirurgici in maniera completamente innovativa.

I RICERCATORI – Questa nuova scoperta è figlia dell’Università degli Studi di Tor Vergata e, più precisamente, dell’équipe della Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica diretta dal Dott. Valerio Cervelli. Nel corso degli studi condotti l’insulina ha dimostrato di essere in grado di attivare, e di guidare, le cellule staminali adulte di una persona. Cellule che potrebbero, in seguito, essere iniettate nella stessa persona per rigenerarla da ustioni o postumi di interventi chirurgici. La scoperta scientifica è stata presentata alla terza Conferenza internazionale sulla Chirurgia rigenerativa, promossa dall'Agenzia regionale del Lazio per i Trapianti e dall'Università di Tor Vergata.

LA SCOPERTA – Un attento studio svolto in laboratorio ha svelato quanto le infiltrazioni del farmaco facilitino il differenziamento delle cellule staminali introdotte verso la creazione di nuove cellule adipose e contribuiscano, insieme ai fattori di crescita contenuti nel gel piastrinico, a una maggiore vascolarizzazione del grasso e quindi a un suo miglior ‘attecchimento’. La scoperta “rappresenta un’ulteriore via di espansione per la chirurgia rigenerativa – ha affermato al Corriere.it il ricercatore Cervelli - nello specifico, a distanza di 7 e 14 giorni dall'innesto di tessuto adiposo ricco di staminali, basta praticare alcune infiltrazioni locali di insulina a dosaggi specifici nelle zone trattate, permettendo così ai medici di guidare le cellule in un loro percorso differenziato, e rallentando drasticamente il riassorbimento dell’innesto, principale rischio di questo tipo di interventi”.


POSSIBILI APPLICAZIONI -  “Le principali applicazioni cliniche di questa nuova tecnologia – ha poi aggiunto Cervelli - saranno nel campo della chirurgia plastica, nel trattamento delle ulcere e delle ferite difficili, nella cura degli esiti di ustione e nei danni da radioterapia. Ma anche nella chirurgia ricostruttiva della mammella. Inoltre potrebbero rivoluzionare il trattamento, nella chirurgia estetica, del ringiovanimento facciale e dell'aumento di seno e glutei”.

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