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Quadraro: dalle scuole alle strade “il nido di vespe” resiste anche nei murales

Mentre si attende l’inaugurazione dello Street artist Lucamaleonte, le pareti dell’Istituto Comprensivo di viale dei Consoli sono state decorate con alveari, a ricordo del “nido di vespe” rastrellato 70 anni fa

Settanta anni fa, alle prime luci del giorno scattò il rastrellamento del Quadraro. Con l’ “Operazione Balena”, condotta a tappeto in tutto il quartiere, la Wermacht cercò d’infliggere un duro colpo alla Resistenza romana. “Il nido di vespe” come i tedeschi definivano il quartiere, abitato da persone indigenti e profondamente avverse alle truppe nazifasciste, subì un duro colpo. Oltre 900  abitanti furono infatti deportati nei campi di concentramento. Ne fece ritorno  meno della metà.

I MURALES Il Quadraro non ha dimenticato e la fitta agenda di appuntamenti di questi giorni ne è una dimostrazione particolarmente efficace. Ma c’è un altro indicatore interessante di quanto, quella triste pagina legata alla barbarie nazifascista, non sia stata dimenticata. E la si ritrova passeggiando nelle strade del quartiere. Da  via Monte del Grano, dove lo Street artist Lucamaleonte insieme ad alcuni residenti, sta realizzando delle vespe, all’I.C in via dei Consoli 16 dove, fa sapere l’Assessore Loris Antonelli sulla propria pagina facebook “Sulle pareti della scuola elementare Damiano Chiesa e della scuola media Via Opita Oppio è stato realizzato il progetto “ARNIA” dell’artista Nicola Rotiroti che rientra tra le iniziative organizzate per la ricorrenza dei 70 anni del rastrellamento del Quadraro, patrocinate da Roma Capitale e dai municipi V e VII”. Cittadini ed istituzioni insieme, dalle scuole alle strade, mostrano quindi che il “nido di vespe” non è stato spazzato via. Ma che, a distanza di settant’anni, continua a resistere.

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