Venerdì, 30 Luglio 2021
Don Bosco Cinecittà / Via Flavio Stilicone

INTERVISTA - L'emergenza rifiuti spiegata da Lanna: cause e soluzioni di un dramma quotidiano

Amleto Lanna, presidente dell'Associazione 'Vie e Piazze Storiche di Cinecittà', affronta in questa intervista esclusiva il tema della raccolta differenziata che affligge il quartiere Don Bosco: "Noi cittadini vorremmo diventare parte attiva"

Fresco della recente ‘vittoria sociale’, ottenuta dall'Associazione 'Vie e Piazze Storiche di Cinecittà' di cui è presidente, nel comprensorio della torretta di piazza dei Consoli, Amleto Lanna affronta il tema della differenziata e dell’emergenza rifiuti al Don Bosco in un’intervista esclusiva rilasciata a RomaToday.

Signor Lanna, in che modo il ‘misto duale’ ha influito sullo stato di emergenza del quartiere?

Il misto duale è iniziato da noi ufficialmente a Luglio del 2010. Durante l'estate sono stati progressivamente ridotti i cassonetti, ma è solo dal primo Ottobre 2010 che all'improvviso sono stati tolti tutti i cassonetti verdi, prima da una sola zona poi da tutte. Fino a quel momento il quartiere se non pulito poteva dirsi quantomeno decente. I mucchi di immondizia accanto ai cassonetti si formavano occasionalmente in caso di un'auto in doppia fila che ne impediva lo svuotamento o di un compattatore che saltava la corsa. Con l'arrivo del misto duale, invece, trovarsi con l'immondizia che straborda dai cassonetti è diventata la norma quotidiana in tutte le strade.

Quali sono, secondo Lei, le cause che hanno portato il ‘misto duale’ al fallimento?

I motivi sono tanti. Innanzitutto perché è stato calato dall'alto in maniera impositiva, senza che nessun cittadino o associazione avesse potuto interloquire o avanzare proposte di modifiche. La densità demografica poi, fra le più alte d'Europa (53.000 abitanti su 1300 m/2, ndr), significa tanta gente e tanti problemi diversi, non sempre conciliabili con gli orari imposti.

In che senso ‘non conciliabili con gli orari imposti’?

Intendo le modalità stesse di raccolta, in cui è il cittadino a dover portare i suoi rifiuti già differenziati ai punti mobili, mentre l'addetto Ama non deve far altro che sentirsi musica in cuffia o parlare al telefono. Lo scandalo parentopoli poi ha sicuramente sfiduciato tanti altri, che negli addetti ai camioncini hanno visto proprio i beneficiari di quelle manovre clientelari.

Quali altre cause ritiene siano state fondamentali per arrivare a questo stato di emergenza?

Va considerata anche l'età media piuttosto elevata degli abitanti del quartiere, tanti non del tutto autosufficienti che quindi devono aspettare al pomeriggio l'aiuto di figli, nipoti o badanti per liberarsi dei propri rifiuti. C'è poi la conformazione stessa del quartiere e la sua anima popolare, con appartamenti da 50/60 metri quadri abitati da famiglie intere che certo non hanno lo spazio per quattro contenitori diversi per fare la differenziata. Gli orari risicatissimi, un'ora e mezza e soltanto la mattina (quando magari si è già al lavoro) per poter consegnare i propri rifiuti hanno fatto il resto.

Pare che l'Ama abbia tolto e poi rimesso i cassonetti dell'indifferenziato, me lo conferma?

Anche in questo l'AMA ha dimostrato che questo sistema messo in piedi in tutta fretta era basato su improvvisazione pura. Ha dapprima tolto tutti i cassonetti verdi dell'indifferenziata, per obbligare la gente a recarsi ai camioncini e a differenziare la carta e la plastica. Solo dopo qualche settimana, col quartiere che assomigliava a Napoli nei suoi momenti peggiori, si è resa conto che per togliere i cassonetti verdi, in cui fino a quel momento finiva il 70% dei rifiuti, avrebbe dovuto aggiungere altri cassonetti bianchi e blu. Ma, a riprova che non c'era nulla di programmato ha messo cassonetti vecchi, sporchi e rotti, alcuni addirittura senza coperchio affianco a quelli esistenti.

L’Ama ha comunque continuato a togliere i cassonetti verdi da tutte le strade?

A gennaio 2011 è stato tolto l'ultimo cassonetto da via Lucio Mummio, e il quartiere si è trasformato in un'unica grande discarica a cielo aperto. Nel contempo è però cresciuto il malessere fra i cittadini che hanno cominciato a protestare e a organizzarsi.

In che modo si sono organizzati?

E' stata fatta una raccolta di firme che in pochi giorni ha raggiunto quasi tremila adesioni. Queste proteste sono state portate in consiglio municipale e se ne è parlato anche sui giornali. A fine Marzo, crediamo anche grazie alle nostre proteste, l'Ama ha rimesso in alcune strade del quartiere, senza però rinunciare al sistema misto duale, 40 cassonetti neri per l'indifferenziata, che sono diventati  circa 90 solo dopo l'estate con l'arrivo dei cassonetti nuovi.

E’ cambiato qualcosa con la presenza di questi 90 cassonetti?

La situazione è lievemente migliorata rispetto a prima di Marzo. Ma 90 cassonetti sono ancora troppo pochi per 53.000 abitanti, e oltretutto non sono stati messi nemmeno in tutte le strade. 

Cosa pensa della decisione dell’Ama di intensificare i controlli?

Si tratta di una risposta intollerabile da parte dell’Ama, che invece di investire più risorse ha mandato in giro suoi accertatori per multare i cittadini, gettando così su di loro la colpa della sua incompetenza, approssimazione e incapacità a gestire una seria differenziata.

Cosa propone la sua Associazione per migliorare la gestione dei rifiuti a Don Bosco?

Innanzi tutto noi cittadini vorremmo diventare parte attiva di questo processo, e non essere più trattati come le cavie di un esperimento senza nessuna voce in capitolo. Dopo tre Consigli Municipali Aperti, di cui uno boicottato, mi sembra che lo abbiamo fatto capire molto bene cosa vogliamo per togliere il degrado da sotto le nostre abitazioni in questa fase emergenziale.

Una delle soluzioni possibili che proponiamo, che è già applicata in altre città italiane ed europee proprio per le zone più densamente popolate com'è la nostra, è il cassonetto per l'umido da affiancare agli altri tre già esistenti: una soluzione che se gestita bene potrebbe convincere tanti a dare il proprio contributo per la difesa dell'ambiente. A patto però che l'AMA si impegni a svuotarli con la giusta frequenza e che siano accompagnati da campagne nelle scuole, nelle associazioni, nei tanti centri anziani del quartiere per una reale educazione e partecipazione al riciclo da parte dei cittadini.  

Cosa chiedete con la mozione che avete presentato?

La "proposta" di mozione, che stiamo aspettando venga recepita dai nostri rappresentanti in Municipio è stata promossa da Fortezza Bastiani, il nostro blog di riferimento con il quale da tempo portiamo avanti le nostre battaglie. E oltre a noi ha visto anche l'adesione del Centro Anziani la Torretta di piazza dei Consoli, i cui iscritti vivono quotidianamente il disagio di avere davanti alla loro storica sede il punto dei travaso di tutti i camioncini della differenziata.

Con la nostra proposta vorremmo inoltre costringere l'AMA ad aumentare la frequenza dei passaggi dei compattatori e a mettere "almeno un cassonetto" per l'indifferenziata per ogni civico. Va poi assolutamente spostato da via dell'Aeroporto quel punto di travaso dell'immondizia, di cui parlavamo, che se da un lato della strada ha un centro anziani, dall'altro ha il comprensorio delle scuole del quartiere, con la media Cecilio Secondo, e la materna e l'elementare Puccini.

 

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