Don Bosco Cinecittà / Piazza San Giovanni Bosco

Funerali Casamonica: il quartiere Don Bosco prova a reagire, ma il presidio è un mezzo flop

Fallito il boicottaggio della messa domenicale. Davanti alla basilica poliziotti e giornalisti superano in numero i pochi residenti che indignati urlano: "Siamo gente perbene"

Dopo tre giorni di furiose polemiche, i residenti del quartiere Don Bosco provano a reagire al funerale show di Vittorio Casamonica e a rivendicare la pulizia morale di un quartiere, infangato sui giornali di tutto il mondo dall'associazione con la mafia. Avevano scelto la tradizionale messa domenicale per attirare davanti alla basilica, teatro delle discusse esequie, le attenzioni dei media. Tra tentativi di boicottaggio della funzione, cartelli e proteste, è andato però in scena un mezzo flop. Pochi infatti i presenti in piazza. Tanti invece i giornalisti e i poliziotti presenti a presidio, decisamente in numero superiore ai cittadini.

Una protesta nata in maniera spontanea, e forse disomogenea, sul web e finita lì dove giovedì scorso Vittorio Casamonica è stato salutato come il Re di Roma. "Siamo persone perbene", è il leit motiv ripetuto dai residenti ai tanti cronisti presenti in piazza. "Tutti sapevano del funerale e tutti sapevano chi erano i Casamonica e  dovevano vietarli", dice una signora. "Abbiamo vissuto il funerale come uno schiaffo a noi e a tutta Roma. Questi fanno il bello e il cattivo tempo e nessuno dice nulla". "Questo è un quartiere di persone rispettabili non c'entra nulla con i Casamonica", aggiunge un abitante. "Non è una protesta anticlericale. Noi protestiamo per dire che siamo persone perbene".

Tra i cartelli portati in piazza dai cittadini si leggeva "Tuscolana in tilt, autobus bloccati e corteo scortato dai vigili di Roma Capitale. Il sindaco: non sapevo chiederò, non c'ero e se c'ero dormivo. Il parroco: non sapevo chi fosse, non ho visto il cartellone non ho sentito nulla. Si certo e io sono Naomi Campbell", "Messaggio per la stampa estera: il quartiere di dissocia e precisa che alla funzione del boss era presente solo il clan mafioso Casamonica e nessun cittadino onesto della zona".

"Carità cristiana - si legge in un altro cartello - negare la funzione funebre ad un malato terminale per non riconoscere la dolce morte ma legittimare racket, droga e mafia di un clan onnipresente. Viva la coerenza".

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