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Svastica sulla targa per Tina Costa: vandali imbrattano la memoria della staffetta partigiana

Il gesto a opera di ignoti durante le feste di Natale. La denuncia sui social. Lo scorso 9 dicembre l'inaugurazione dell'area verde, dedicata alla partigiana scomparsa a marzo 2019

Una svastica disegnata con una bomboletta spray. Così ignoti hanno vandalizzato la targa apposta solo venti giorni fa in ricordo della staffetta partigiana Tina Costa, morta lo scorso marzo. A lei era stata dedicata una piccola area verde del VII municipio, uno spazio antistante la sede municipale di piazza Cinecittà 11.

Un gesto, offesa alla memoria della Resistenza e simbolo della storia antifascista di Roma, che non passa inosservato neanche durante le feste. "È il secondo sfregio in pochi giorni - denunciano sulla pagina Facebook Associazione culturale Enrico Berlinguer - questi fascisti anche la notte di Natale non hanno famiglia e amicizie e vivono come ladri". La targa lo ricordiamo era stata inaugurata lo scorso 9 dicembre, a nove mesi dalla scomparsa di Costa.

"Un gesto vergognoso e oltraggioso contro una protagonista della nostra Repubblica. Tina, nessuno può dimenticare la sua incredibile tenacia e non saranno quattro idioti ad infangarne la memoria". Lo scrive su Facebook il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, commentando la notizia. Stessi toni di sdegno anche sul profilo Twitter della sindaca Raggi. "Vergognosa la svastica che imbratta la targa in ricordo della partigiana Tina Costa nel VII Municipio. Roma condanna questi gesti intollerabili". 

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Nata nel 1925, proveniva da una famiglia profondamente antifascista. A soli sette anni di età si è rifiutata di indossare la divisa di figlia della lupa "subendo così ulteriori angherie dalla maestra fascista" ricordava in occasione della scomparsa l'Anpi Provinciale, di cui Tina Costa è stata vivepresidente Vicario. Il suo antifascismo è proseguito durante la Guerra, che l'ha vista impegnata in bicicletta ad attraversare la linea gotica, come staffetta partigiana, per portare viveri e informazioni. Fu anche arrestata e con la famiglia ha rischiato la deportazione a Fossoli.  "Iscritta al Partito Comunista dal 1944 – ricordano dall'Anpi Provinciale – è rimasta fedele a quella scelta per il resto della vita, militando in seguito nel partito della Rifondazione Comunista".

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