Domenica, 24 Ottobre 2021
Cinecittà Cinecittà / Via Giuseppe Chiovenda

Cinecittà Lamaro, interviene l'ONU: sfratto rimandato per una famiglia di via Chiovenda

Nelle case ex Enasarco rinviato lo sfratto di tre persone. Fascetti (ASIA USB): "Quella famiglia ha un ISEE basso e senza misure di alloggio alternative non può lasciare l'appartamento"

Lo sfratto previsto è stato rinviato al 3 dicembre. In via Chiovenda 31, la famiglia a cui era stato intimato di lasciare l’alloggio, può tirare un sospiro di sollievo.

Lo sfratto slittato

A Cinecittà Lamaro, sotto l’immobile in cui abita la donna con i suoi due figli, di cui uno minore, l’ufficiale giudiziario ha trovato un affollato picchetto. “C’è stata una trattativa serrata tra le parti, durata più di un’ora, nel corso della quale – ha raccontato Angelo Fascetti di Asia/USB – la rabbia degli abitanti del quartiere è emersa con forza nei confronti di un’esecuzione che, agli occhi di tutti, appariva sempre più come un’ingiustizia. Ed è stato necessario anche l’intervento dei sanitari del 118, per un malore accorso alla signora”.

La lettera dell'ONU

A difendere la famiglia, con gli attivisti di Asia/Usb della campagna Sciopero degli affitti e del Movimento per il diritto all'abitare, c’era anche un documento. Una lettera inviata dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite. “E’ la quinta volta che l’ONU interviene in circostanze analoghe a quelle della signora di via Chiovenda” ha spiegato Fascetti. Nel documento si legge che nelle more di una valutazione del caso da parte della Commissione, va evitato lo sfratto o almeno va fornita un’alternativa alloggiativa alla persona a cui viene intimato.

Perchè lo sfratto

Lo sfratto è stato quindi rimandato “perché alla famiglia che lo abita, che ha un ISEE anche piuttosto basso, non è stata fornita nessuna alternativa” ha precisato Fascetti. La donna, un inquilino senza titolo che però, ha sottolineato il delegato di ASIA USB, “aveva provato a regolarizzare, anche attraverso di noi, la propria posizione”, era stato intimato di lasciare l’alloggio: cinquantanove metri quadrati, un tempo proprietà dell’ente previdenziale Enasarco ma che oggi, dalle visure catastali di cui è in possesso Asia/USB, risulta del fondo Enasarco 2.

Le scatole cinesi

“Sarà poi il caso di affrontare la questione delle proprietà Enasarco, nelle loro varie declinazioni dentro il gioco di scatole cinesi che si è configurato negli anni” ha concluso ASIA USB nella nota di commento alla vicenda appena raccontata. Intanto la famiglia di via Chiovenda può trascorrere un altro paio di mesi nell’appartamento in cui abita. Com’era già successo in via Silvio Latino al Prenestino, anche grazie all’intervento delle Nazioni unite.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cinecittà Lamaro, interviene l'ONU: sfratto rimandato per una famiglia di via Chiovenda

RomaToday è in caricamento