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Sabato, 22 Giugno 2024
Cinecittà Cinecittà / Viale Bruno Pelizzi

Pratone di Torre Spaccata, i cittadini tornano a chiedere il parco: “Quell’area verde non è un vuoto da riempire”

In una conferenza stampa in Campidoglio ribadite le ragioni di quanti chiedono una variante urbanistica per preservare il parco. Il Consigliere AVS Alessandro Luparelli:"Chiederemo di estendere il vincolo paesaggistico a tutta l'area"

C’è un prato anzi un Pratone dal salvaguardare. Undicimila cittadini hanno firmato una delibera attraverso la quale chiedere, all’amministrazione cittadina, di realizzare una variante urbanistica. Perché lì, tra via Bruno Pelizzi e via Roberto Fancelli, nella zona di Torre Spaccata, il PRG non aveva previsto di realizzare un parco.

Il romanzo del Pratone

Chi ha firmato la delibera, sta organizzando ogni genere d’iniziativa per farla uscire dai cassetti del comune per portarla all’attenzione dell’Aula Giulio Cesare. È stato anche pubblicato un romanzo collettivo. Lo hanno scritto gli studenti che dalle finestre della propria scuola, vedono oggi un prato e sognano, un domani, un parco archeologico e naturalistico. L’ultima iniziativa è stata messa in campo con un appuntamento che, il comitato per il parco di Torre Spaccata, ha organizzato il 21 maggio nella sala della Protomoteca, in Campidoglio.

Il Pratone non è un vuoto

“Abbiamo organizzato questa conferenza per ribadire che il Pratone non è un vuoto, ma è un "pieno", un'area abitata e attraversata da più di 200 specie vegetali e da oltre 60 specie animali, un luogo dalla grande importanza storica e geologica, all'interno del quale sono state ritrovate ville di epoca romana e altre evidenze archeologiche” ha spiegato Stefano Becchetti, portavoce del comitato di Torre Spaccata. L’area che si vuole proteggere, di proprietà di Cassa depositi e prestiti, è quella su cui Cinecittà Studios voleva realizzare, con i fondi del PNRR, dei teatri di posa. Ma è anche, ricorda il comitato “un corridoio ecologico per il quadrante est di Roma, che si collega a nord con il parco di Centocelle e ancora più su fino alla riserva dell'Aniene, e a sud a Villa Flaviana, al parco degli Acquedotti ed alla Caffarella”.

“Il Pratone non è un vuoto, al contrario è un ‘pieno’ la cui tutela è importante per la salute dei cittadini e delle cittadine, e per la vivibilità dell’ambiente circostante – ha confermato il consigliere capitolino di Alleanza Verdi e Sinistra Alessandro Luparelli –  per questo deve salvaguardato dalle cubature di cemento e da un ulteriore consumo di suolo che andrebbe a peggiorare la qualità della vita di tutta la zona”. A favore della realizzazione del parco, oltre ai cittadini, si sono espresse anche associazione del calibro del WWF e Federtrek.

Il vincolo paesaggistico da estendere

L’emergere dei vincoli archeologico su una porzione del pratone ha fatto venir meno il proposito di Cinecittà Studios. Resta però la destinazione urbanistica di un’area, che anticipato, il piano regolatore non prevedeva di lasciare a verde pubblico attrezzato.  Cosa fare? “Presenteremo un atto per estendere il vincolo paesaggistico su tutta l’area circostante: una scelta avvalorata, ancor di più, dal riconoscimento da parte della Sovrintendenza Capitolina di ben 4 ville romane che insistono sull’area del Pratone di Torre Spaccata e che rafforza la delibera di iniziativa popolare presentata dal Comitato, e che chiede una variante alla destinazione urbanistica del Pratone, che Alleanza Verdi e Sinistra già in VII Municipio ha fortemente sostenuto col voto favorevole” ha ricordato Luparelli. 

Poi bisognerà portare in aula quella delibera per decidere, se quella porzione di verde a pochi passi dal parco di Centocelle, sia destinata a trasformarsi secondo le aspettative di chi, abitando in uno dei quadranti più popolosi della città, sta chiedendo di non portare altro cemento.
 

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