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Tre omicidi in tre mesi, Lozzi (M5s) chiede l'intervento del Viminale: "Istituzioni assenti sul territorio"

Con la sparatoria di via Ciamarra, salgono a tre il numero dei morti per armi da fuoco, da agosto ad oggi, nel Municipio VII. Presidente Lozzi: "Da soli possiamo fare poco. Serve maggior contributo dal Ministero degli Interni"

La scientifica al lavoro al Parco degli Acquedotti. Foto d'archivio

Ad agosto l'omicidio di Fabrizio "Diabolik" Piscitelli, al parco degli Acquedotti. Poi quelli di Luca Sacchi, ad ottobre, a Colli Albani. E' del 5 novembre l'ultimo episodio di sangue che ha portato alla morte di un rapinatore, a Cinecittà Est. Tanti episodi criminali nel territorio più popoloso della Capitale, quello in cui governa Monica Lozzi, la presidente del Municipio VII

Tre omicidi per arma da fuoco in tre mesi. Ad occhio sembra un record. Presidente Lozzi, è preoccupata?

Si lo sono. Finchè c'era stato il solo Piscitelli al parco degli Acquedotti si poteva pensare che fosse un caso isolato. Invece adesso si ha proprio la sensazione che stia mancando la presenza delle istituzioni nel territorio. Si tratta di tre omicidi avvenuti in luoghi pubblici, con armi da fuoco, in orari in cui sono anche piuttosto frequentati. La preoccupazione cresce, inutile negarlo.

Il suo territorio sembra sempre più al centro di questi episodi criminali. Anche prima di Diabolik, c'erano stati fatti di sangue.

Sì, ricordo ad esempio una gambizzazione in pieno giorno in via Flavio Stilicone, mi sembra fosse avvenuta lo scorso aprile.

E come si può intervenire a livello locale?

E' molto difficile la maggior parte di questi episodi sembrano legati a situazioni riguardanti lo spaccio di sostanze stupefacenti. Noi, come Municipio, cerchiamo di organizzare eventi, portare cultura ed iniziative  dove la criminalità sembra più radicata, col tentativo di sottrargli dei territori. Però sicuramente serve un diverso contributo da parte delle forze dell'ordine. Non solo come militarizzazione ma intanto come presenza, come frequenza di passaggio, in chiave anche preventiva.

Servono più volanti?

Serve più presenza. Ci sono anche dei luoghi che ci vengono segnalati come particolarmente critici, ad asempio all'Arco di Travertino dove qualche giorno fa sono stati aggrediti degli operatori Ama. Lì potrebbero esserci fenomeni legati al consumo ed allo spaccio di droga. Credo che servano azioni di prevenzione, che si possono magari ottenere facendo  indagini di polizia e presidiando di più il territorio, in pattuglia o a piedi.

Ma i tavoli sulla sicurezza che furono inaugurati dall'ex prefetto Gabrielli continuano a svolgersi?

Sì, li facciamo regolarmente. Ed è ad esempio da lì che è scaturita l'operazione di sgombero delle villette dei Casamonica. Però c'è un protocollo tra prefettura e comune di Roma in virtù che dobbiamo rispettare. Possiamo trattare alcuni argomenti ma altri, prettamente legati alla sicurezza , come gli omicidi o lo spaccio di droga, sono di competenza delle forze dell'ordine. Di conseguenza, di norma, non si possono  portare sul tavolo perchè vengono gestiti a livello centrale.  Io comunque riconvocherò a breve questo tavolo, a cui partecipa un delegato del Prefetto, i Commissariati, la Guardia di Finanza ed i Carabinieri e segnalerò la mia preoccupazione per il ripetersi di questi eventi. Ma le competenze specifiche sugli interventi da mettere in campo, poi, sono della Prefettura.

Lei tre mesi fa, in occasione dell'omicidio di Piscitelli, chiese testualmente "cosa fa Salvini per aiutare le forze dell'ordine"? Erano i tempi del Papeete ma da allora il governo è cambiato. Oggi che riflessione fa?

Oggi rivolgiamo la stessa domanda all'attuale Ministro degli Interni (on.le Luciana Lamorgese ndr). Il problema è estremamente ampio. Roma è la Capitale e spesso viene utilizzata per fare battaglie politiche a scopo elettorale. Però ad oggi c'è bisogno di un'attenzione maggiore e da un punto di vista della sicurezza, un'attenzione maggiore deve venire da chi ha i mezzi per garantirla, vale a dire dal Ministero degli Interni.

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Cambiano quindi i governi, ma i problemi restano. E se non si interviene, come la cronaca nera c'insegna, nel caso del Municipio VII rischiano anche di peggiorare. 

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