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Cinecittà Cinecittà / Via Pasquale Stabilini

Cinecittà Est, in una scuola primaria la didattica è "in assenza": oltre il 60% di classi a casa per Covid

La preside: "Situazione difficile, ma da parte nostra massima sorveglianza. Il nostro è un ruolo fondamentale nel rapporto con l'Asl"

Oltre il 60% delle classi di primaria in didattica a distanza e un'impennata di contagi che si è registrata soprattutto dallo scorso lunedì 17 gennaio a oggi. La situazione all'interno dell'istituto comprensivo "Stabilini" di Cinecittà Est è complessa ed emblematica di un ritorno "in assenza" delle scuole romane dopo le vacanze natalizie, in piena quarta ondata da Covid 19. 

I genitori raccontano di una escalation di positività tra bambine e bambini che, se nella prima settimana subito dopo il rientro sembrava fisiologica, da qualche giorno preoccupa di più: "Ho deciso di lasciare i miei figli a casa - spiega a RomaToday una mamma - perché ormai ci sono una decina di positivi in ogni classe, ci  risultano 17 classi in Dad (su 21, ndr). Lunedì sono finite in quarantena tutte le quinte, mercoledì in una terza c'erano 7 positivi, in una seconda altri 3". La preoccupazione è palpabile e se ne parlerà anche in consiglio d'istituto nel pomeriggio.

"La nostra è una situazione comune a molti altri istituti - ci spiega Patrizia Marano, la dirigente scolastica - anche sulla base di quanto ci raccontiamo tra noi presidi. Indubbiamente tante classi sono in una situazione di sorveglianza e in didattica a distanza. I genitori hanno iniziato a comunicarci le positività nei giorni successivi al Natale, quindi mi pare evidente che il contagio provenga dall'esterno della scuola, per occasioni di convivialità che inevitabilmente si verificano durante le feste. La scuola offre la massima vigilanza possibile, i bambini indossano le mascherine, ci sono i gel disinfettanti, gli ambienti vengono sanificati e riusciamo anche a garantire il distanziamento di un metro nelle classi. Sarebbe stato meglio decidere per la dad dopo Natale? Io non assumo posizioni personali, ci sono due ministri che valutano la situazione sanitaria e decidono, io applico queste decisioni nel rispetto della legge". 

Come già emerso recentemente, il lavoro dei dirigenti scolastici nel pieno della quarta ondata è diventato esorbitante: "Lavoriamo sette giorni su sette, anche di notte, anche nei fine settimana - prosegue Marano - perché i genitori ci comunicano le positività via mail a qualsiasi ora. Nonostante ciò, la nostra collaborazione con le autorità sanitarie è costante e fondamentale, perché le Asl sono in affanno e il nostro ruolo nel tracciamento dei contagi è diventato centrale. Pensi che il 17 gennaio l'Asl ci ha chiesto di non comunicare la prima positività all'interno di una classe, ma direttamente dalla seconda. Questo significa che siamo noi come istituto a far partire la sorveglianza con i tamponi T0 (i primi che si fanno quando scatta il monitoraggio) e poi i T5 (il secondo dopo cinque giorni)". Chiusura sul numero di classi in dad: "A ieri erano almeno il 60% - fa sapere la dirigente - ma oggi devo fare ancora i conti e potrebbero essere aumentate. Sicuramente ci sono molti meno bambini in presenza rispetto a quanti ce ne siano in didattica a distanza". 

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