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Martedì, 24 Maggio 2022
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Cinecittà,“cinque chili in cinque giorni”: prosegue lo sciopero della fame per gli asili nido

Il Consigliere eletto nella Lista Marino continua nella sua forma di protesta nonviolenta. "Smetterò quando verrà formata una commissione indipendente in grado di valutare i costi reali dei servizi offerti dai nidi. Ad oggi, ti costringono all'illegalità"

Prosegue la battaglia del Consigliere municipale Davide Tutino, che chiede all’amministrazione cittadina di rivedere le regole che sottendono al mondo degli asili nido comunali e convenzionati. “Convenzionano dei nidi privati che all’amministrazione costano la metà, chiedendo gli stessi standard. Stessi servizi a metà prezzo. E’ semplicemente impossibile” esordisce Tutino in un’intervista che ci ha rilasciato. Il Consigliere Radicale, eletto nella Lista Marino, sono anni che ripete le stesse cose. “Lo dicevamo già ai tempi dell’Assessore Marsilio, l’unica forse che ha provato a porre un argine, e lo abbiamo ripetuto con forza durante il periodo in cui l’Assessorato passò a De Palo. Ovviamente, continuo a farlo anche oggi che è cambiata Giunta. Il risultato non cambia. Anzi si considerino diffidati”.

QUANTO COSTA RISPETTARE GLI STANDARD COMUNALI - E’ un concetto che ripete spesso, il Consigliere Tutino, che da quando ha iniziato lo sciopero della fame, il 21 marzo, ha già perso cinque chili. “ Sai cosa comporta il fatto che abbiano tagliato, o meglio dimezzato i costi? Comporta che si agisce nell’illegalità. Noi non chiediamo più soldi per gli asili, ma semplicemente di tornare ad una situazione di legalità”. Gli chiediamo di approdondire il concetto. “La questione è questa: Sono stati convenzionati degli asili, cui è stato chiesto di rispettare alcuni standard. Ad esempio, di assumere il personale a tempo indeterminato . Però li si paga la metà. L’amministrazione tutto questo lo sa. All’Assessore Cattoi è stato mostrato chiaramente  con un business plan basato su quegli standard, che un asilo dovrebbe rimetterci una decina di migliaia di euro l’anno per rispettare tali standard”.

UN PROBLEMA DIFFUSO - Difficile immaginare, se le cose stanno realmente così, che sia un sistema che possa durare. “Ovviamente gli asili fanno in modo di non rimetterci quei soldi. E quindi non applicano i contratti lavorativi. Oppure non fatturano tutto. O ancora prendono più bambini di quanti ne dovrebbero accettare, ponendo le basi per un discorso di scarsa sicurezza. Sono anni che lo ripetiamo, anche in assemblee pubbliche”. Cerchiamo di capire allora se questa situazione riguardi qualche asilo in particolare o se sia piuttosto generalizzata. “ Direi che questa situazione è vissuta da 250 asili convenzionati e quindi riguarda 7000 bambini e 1500 lavoratori. Sommando queste due categorie, riguarda 8mila e cinquecento famiglie romane. Sono tutti minacciati da una situazione di scarsa sicurezza e non da oggi. La Giunta Marino ha ereditato questo problema. Il Sindaco attuale però aveva sottoscritto il referendum propositivo che chiedeva di riformare i servizi alla persona sulla base di un discorso improntato sulla legalità.. Marino firmò questa proposta e volle in lista alcuni promotori di tali referendum. Per questo io in Municipio e Riccardi Magi in Comune, siamo stati eletti”.

LA RICHIESTA DI UNA COMMISSIONE INDIPENDENTE - Cinque chili in cinque giorni, dicevamo. Sembra il titolo di una commedia. Invece è la conseguenza della protesta portata avanti da Davide Tutino. “Io il 30 marzo faccio 40 anni. Spero per allora di poter tornare a mangiare. Scherzi a parte – si schermisce il Consigliere del Municipio VII – io smetterò lo sciopero della fame, se arriverà una risposta soddisfacente a livello istituzionale. Chiediamo una commissione indipendente che stabilisca i reali costi dei servizi offerti dagli asili nido sia comunali che convenzionati. Quando otterremo questo, riprenderò a mangiare”.

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