Sabato, 18 Settembre 2021
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Statuario, inaugurato il nuovo centro civico di via Polia. Ma è già polemica

L'inaugurazione del nuovo centro civico di via Polia è stato seguito con grande partecipazione dai residenti del quartiere. Spunta però un manifesto polemico, De Simoni (Pd): "strano mix di anomalie ed inesattezze"

L’inaugurazione del nuovo centro civico di via Polia si è tenuta il 6 Gennaio 2011 ed ha coinvolto gran parte della cittadinanza in un clima di festa e di gioia. Decisamente controcorrente era però il testo di un manifesto, comparso nei pressi del centro civico ed in tutto il resto del quartiere, in cui l’operazione era classificata come ‘occupazione abusiva’.

Immediato il commento di Massimo De Simoni (Pd Municipio X), che in una nota ha commentato l’episodio: “Non ho potuto fare a meno di confrontare quel clima di festa con lo spirito del manifesto con il quale si tentava di bollare quell’iniziativa come una qualunque “occupazione abusiva”. Il manifesto, con grande titolo di Via Polia a caratteri cubitali è uno strano mix di anomalie ed inesattezze”.

“Tanto per iniziare sembrerebbe realizzato dal locale comitato di quartiere, ma stranamente il suddetto comitato casca dalle nuvole, manifestando anzi un certo fastidio per il fatto di sentirsi ‘utilizzato’ (da chi? per cosa?). Nel manifesto - continua De Simoni - si parla in modo un pò superficiale di occupazione abusiva, dimenticando che in Via Polia non c’è alcunché di abusivo, ma un uso legittimato da un’ordinanza del Presidente del X Municipio a seguito di un confronto con le realtà del quartiere che hanno manifestato una disponibilità ad assumersi delle responsabilità firmando un protocollo con lo stesso Municipio per evitare che il bene si degradasse per lo stato di abbandono in cui si trovava. Lo sblocco della situazione di abbandono di quell’edificio è un successo anche di un lavoro svolto dagli amministratori del Partito Democratico del X Municipio”.


“Sempre nel manifesto in questione si auspicano procedure trasparenti e democratiche per l’assegnazione di quel bene come anche di altri; nulla di più condivisibile, tanto che quello è e rimane l’obiettivo da raggiungere non appena saranno completate ed esauriti tutti gli adempimenti di tipo tecnico e burocratico ancora pendenti con l’amministrazione centrale. E’ un manifesto - conclude quindi la nota - con diversi difetti, tra i quali spicca anche quello di essere rimasto ad oggi ancora senza paternità. Se c’è qualcosa di abusivo è proprio quel manifesto!”.

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