Sabato, 12 Giugno 2021
Appio Claudio Don Bosco / Via Sagunto

Quadraro, al via i lavori per lo stabile abbandonato da 60 anni: ospiterà vittime di violenza e spazi coworking

La riqualificazione avrà un costo di 4 milioni. Andrea Napoletano (Ater): “In meno di due anni sarà completato”

In via Sagunto 21, sono partiti dei lavori che al Quadraro aspettavano da 60 anni. Tanto è il tempo trascorso da quando l'allora Istituto autonomo di case popolari, decise di realizzarvi uno spazio per il quartiere.

Sessant'anni di degrado

Il proposito dell'IACP non si è mai concretizzato. Nel tempo lo scheletro è diventato un potente attrattore di degrado. Tra le sue mura le vicende di persone con problemi di tossicodipendenza si sono alternate a quelle di quanti non avevano un tetto dove ripararsi. Per il quartiere l'edificio è diventato un immobile ingombrante ma il suo destino non era però segnato. E lo dimostrano il nuovo progetto e lo stanziamento che la Regione Lazio e l'Ater hanno deciso di destinargli.

La destinazione dell'edificio

"Sono finalmente partiti gli interventi per trasformare questo luogo in un patrimonio straordinario a disposizione dei residenti con spazi per il coworking, area internet, sala polivalente per mostre e convegni, insieme a 12 nuovi appartamenti per donne vittime di violenza - ha commentato Massimiliano Valeriani, assessore regionale alle politiche abitative - Questo rudere lo conosco bene ed esisteva da prima che io nascessi. Quello che sta avvenendo e' un miracolo e una delle cose più belle che mi si è presentata da quanto faccio l'assessore. Per decenni questo è stato il simbolo di un'amministrazione pubblica disinteressata al patrimonio. Noi invece abbiamo recuperato risorse e sottovoce abbiamo detto al quartiere 'forse stavolta ce la facciamo".

La distribuzione degli spazi

Il progetto di riqualificazione, da realizzare con 4 milioni di euro, prevede al piano terra uno spazio coworking, un'area wifi, una sala convegni e uno spazio espositivo, mentre al primo piano nasceranno dodici alloggi per donne vittime di violenza. All'esterno, nella grande corte alberata, un campo di bocce e un'area comune di socializzazione. Interventi stabiliti dopo essersi confrontati con il Comitato di Quartiere.

La promessa di Zingaretti

"Questo sarà uno dei più bei centri di quartiere di Roma e faremo di tutto per farlo diventare un esempio italiano. E' una bellissima conquista" ha commentato il presidente della Regione Nicola Zingaretti. Il governatore, presente all'avvio dei lavori, ha promesso ai cittadini che "ci vedremo prima della chiusura del cantiere. Ogni tanto faccio i blitz per verificare come vanno le cose perché è giusto che chi lavora qua dentro lo faccia per il bene della comunità. Vigilate anche voi perché è una vostra conquista".

I tempi della riqualificazione

L'edificio rimasto per sessant'anni inutilizzato è di proprietà dell'ATER. "Questo immobile non ha mai visto piena vita per la funzione sociale e partecipativa che aveva - ha spiegato Napoletano - Abbiamo fatto una ricognizione di fondi attribuiti, poi scaduti e tolti a quest'opera. Ci vorranno otto mesi per gli interventi strutturali e le coperture e 12 mesi per la parte interna: in meno di due anni sarà consegnato ai cittadini". Entro il 2023 l'edificio è destinato dunque a conoscere una nuova veste. Cancellerà decenni di degrado e consentirà al quartiere di avere un importante spazio di aggregazione. Ed alle donne ospitate al primo piano, di gettare le basi per costruirsi una vita più serena.

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