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Rastrellamento del Quadraro: il testimone delle Memoria resta impresso sui muri

Con il linguaggio giovanile della Street art si punta sui giovani

Il rastrellamento del Quadraro ha rappresentato per anni una pagina oscura che, l'Italia impegnata nella propria ricostruzione, ha spesso trascurato. Eppure quasi ogni famiglia del cosiddetto "nido di Vespe" ha vissuto quella tragedia. Per rappresaglia contro l'attentato a tre soldati austriaci, avvenuto il 10 aprile 1944 all'Osteria "Da Giggetto", il 17aprile le SS rastrellarono circa duemila persone. Buona parte di questi uomini, vennero poi deportati al campo di prigionia di Fossoli, in provincia di Modena. Secondo la testimonianza di Sisto Quaranta, Memoria storica di quella vicenda, i deportati furono 947.

Il giusto riconoscimento

Tre generazioni di "quadraroli", tra i 15 ed i 55 anni, sono state vittime di un rastrellamento di cui, per anni, si è parlato poco. Ma del quale, grazie all'Anpi ed al lavoro svolto da alcuni reduci, la Memoria non è mai del tutto sopita. Il quartiere resistente è diventato l'unico in Italia a fregiarsi della Medaglia d'Oro al Valore Civile. E settantaquattro anni da quel rastrellamento, sette sopravvissuti hanno ottenuto il titolo di Commendatore al Merito Civile.

Il parroco delle trincee

Una medaglia al Valore è stata conferita anche a Don Gioacchino Rey, il "parrocco delle trincee". Il suo costante supporto alle vittime del rastrellamento ed ai loro famigliari, pagato anche con le percosse dei nazisti, è stato più volte ribadito in occasione dell'odierna cerimonia in Campidoglio. E come ha ricordato lo storico Pierluigi Amen, "è grazie alla sua intuizione di raccogliere i nominativi dei deportati" che si è conservata viva la Memoria di quei giorni. Un compito che, con mezzi diversi, ha perseguito anche Sisto Quaranta. Non sono arrivate medaglie. Ma il riconoscimento del territorio non ha comunque tardato a presentarsi. A lui infatti è stato dedicato un murale, inaugurato nel pomeriggio del 17 aprile, in via Decio Mure.

Sisto Quaranta ed il nuovo murale

"Quest'opera l'abbiamo commissionata subito dopo la scomparsa di Sisto Quaranta – spiega Elena De Santis, Assessore alla scuola ed alla cultura del Municipio VII – all'epoca ancora non sapevamo se sarebbe stata accetta la proposta di conferire la medaglia al Merito per i reduci del Quadraro". Nè la scelta del soggetto, nè quella dell'opera d'arte, è frutto di una casualità. "Fino alla metà degli anni '80 del rastrellamento si parlava poco. Sisto Quaranta con la sua testimonianza, avvenuta soprattutto nelle aule, ha fatto sì che non se ne perdesse la Memoria. Per tale ragione abbiamo deciso di far ricadere la programmazione della settimana della scuola, in questo periodo dell'anno".

La testimonianza nelle scuole

Nella mattinata del 17 aprile gli studenti del Liceo Teresa Gullace ha partecipato alla cerimonia in Campidoglio. Nel pomeriggio, la commemorazione del rastrellamento è avvenuta davanti agli aluni della Benedetto da Norcia. Le scuole restano così protagonista di un'ideale staffetta. Da trasmettere in maniera originale.  "Perchè fosse efficace, il messaggio andava anche veicolato in maniera comprensibile. Per questo - ha spiegato l'assessore De Santis - abbiamo deciso  di ricorrere ad un'opera di Street art da far conoscere, in primis, agli studenti del territorio". Il testimone della Memoria rimane impresso sui muri. E da Sisto Quaranta passa così alle nuove generazioni. 

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