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PUP Giulio Agricola: “Serviranno duecento mila euro per il ripristino del viale”

L'amministrazione capitolina esce sconfitta dalla sentenza del TAR e dovrà pagare una pesante penale al concessionario del PUP. Uno scenario per alcuni "facilmente desumibile dagli atti amministrativi". Ancora non è chiaro chi pagherà la bonifica del viale

La smobilitazione del cantiere relativo al PUP di viale Giulio Agricola, aveva una ragione. La società Ecopark ha vinto la battaglia legale contro l’amministazione capitolina che ora dovrà rifonderla di 750mila euro. Una sconfitta che qualcuno aveva provato ad anticipare, uscendone contestato. E che comunque ribadisce un concetto: quel PUP non era mai stato espunto.

MAI ESPUNTO - “La mancata espunzione mi sembra un dato oggettivo – ci ha confermato l’Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio VII,  nel corso di un’intervista –  il PUP non è mai stato espunto dalle ordinanze sindacali redatte prima da Veltroni e poi da Alemanno. Di conseguenza gli iter amministrativi erano andati avanti e l’operatore economico aveva sottoscritto una concessione per la realizzazione del parcheggio interrato”. Poi però l’amministrazione aveva provato a ritrattare, anche per la spinta ricevuta dai cittadini tutt’altro che favorevoli alla realizzazione del PUP. 

IL TENTATIVO DI CONCILIAZIONE - Ci sono stati varie prove del tentativo, da parte d Roma Capitale, di  tornare sui propri passi. Significativa in tal senso la delibera  con la quale, nel corso dell’aprile del 2013, la Giunta Alemanno aveva demandato agli uffici competenti ed a Roma Capitale, di avviare un confronto con Ecopark. L'obiettivo dichiarato era quello di  “pervenire ad un componimento bonario della vertenza in corso, attraverso l’individuazione di soluzione concertate tra le parti, che contemperi gli interessi pubblici e privati coinvolti con reciproco soddisfacimento”.

MEDIAZIONE SALTATA - Il “componimento bonario” non c’è stato, ed ora la sentenza del TAR, in assenza di un ricorso al Consiglio di Stato, mette un punto alla vicenda. “Noi ancora non abbiamo ricevuto dall’Avvocatura capitolina la sentenza del TAR – ammette il Vicepresidente del Municipio VII Francesco Morgia – tuttavia si può desumere che il TAR abbia dato ragione all’operatore perché, una volta avuta la concessione,  non è stato poi messo in condizione di poterla eseguire”.

L'ANTICIPAZIONE - Il timore che le cose potessero andare così, era già stato espresso dallo stesso Morgia nel corso di una seduta Consiliare. “Avrei preferito sbagliare. In quell’occasione dissi, al di là del dissenso serpeggiato, che c’era il rischio di una sentenza non favorevole all’amministrazione e questo perché l’operatore aveva rispettato tutti gli obblighi e, in assenza di gravi inadempienze, ritenevo difficile per l’amministrazione riuscire  contestare una sospensione dei lavori”.

IL RIPRISTINO -Insomma, il verdetto era prevedibile. L’importo meno: Roma Capitale dovrà  ora risarcire l'operatore con 750 mila e. Ed il ripristino di un’area visibilmente degradata a chi spetterà? “Noi, appena informati a mezzo fax dell’abbandono del cantiere, abbiamo provveduto a metterlo in sicurezza. Ora però la questione è parecchio gravosa, per le esigue risorse a nostra disposizione. Abbiamo calcolato, in maniera approssimativa, che ci vorranno 200mila euro per ripristinare lo stato dei luoghi. Non avendo letto la sentenza, non sappiamo a chi spetterà questo compito. Desumo, ma ancora non lo so, che tocchi all’amministrazione farlo. Dobbiamo cercare le risorse – conclude Morgia – ma ammetto che non sarà facile, visto ciò che abbiamo a disposizione”.

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