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Lo stagno prosciugato. Foto dal sito dell'Ente Parco Appia Antica

Lo stagno prosciugato. Foto dal sito dell'Ente Parco Appia Antica

Parco degli Acquedotti all’asciutto, residenti lanciano l’allarme: “Lo stagno si sta prosciugando”

Residenti preoccupati per lo stagno ed il fosso dell'Acqua Mariana. L’Ente Parco avverte: “Probabile danno all’acquedotto Felice”

Lo stagno sta sparendo. Nel parco celebrato dalla grande bellezza, da qualche mese si sta verificando un fenomeno inaspettato. Arriva poca acqua.

Lo scarso afflusso idrico è particolarmente evidente nel punto in cui è presente uno specchio d’acqua. “Si trova nel punto in cui s’incontrano l’acquedotto Marcio e l’Acquedotto Felice e da qualche mese ha visto una notevole riduzione della sua portata. Si è quasi prosciugato” ha spiegato Dario Piermarini, portavoce del gruppo Settimo Biciclettari.

A rischio anche il fosso

L’allarme lanciato dal residente non è legato solo alla sparizione di quello che gli abitanti chiamano “il laghetto”. Preoccupano le condizioni anche di un altro corso d’acqua che da quasi mille anni attraversa l’area del parco. “Dal laghetto parte quella che conosciamo come marrana, ovvero il fosso dell’Acqua Mariana. E chiaramente ne sta risentendo. Bisogna intervenire al più presto, soprattutto perchè quel corso d’acqua alimenta una vegetazione rigogliosa che, se il fosso si prosciuga, inevitabilmente sparirà”.

La prima "marrana"

L’importanza di quel fosso, fatto costruire nel 1122 da Papa Callisto II per alimentari i mulini e gli orti della basilica di San Giovanni in Laterano, è tale da aver comportato la nascita di un vocabolo romanesco: la marrana. E’ frutto della contrazione delle parole “acqua- mariana” e, per estensione, è diventato il modo in cui i romani definiscono i corsi d’acqua di piccola portata che attraversano la città.

La spiegazione dell'ente parco

Il problema descritto dal ciclista è noto anche all’ente parco dell’Appia Antica. “La riduzione del flusso di acqua dall’acquedotto Felice, operato dall’ACEA Ato2 durante l’estate per far fronte alla siccità, ha evidenziato un probabile danno all’acquedotto stesso, in località Tor Vergata a diversi metri di profondità” ha fatto sapere l’ente parco con una nota.

Le indagini speleologiche

Entro la fine dell’anno, condizioni meteo permettendo, è stata organizzata un’indagine speleologica. “Permetterà all’ACEA di pianificare la riparazione, che tutti speriamo avvenga nel minor tempo possibile rispetto all’entità del danno”. Inoltre “il ridotto apporto idrico allo stagno ed al canale ha anche evidenziato un problema di perdita di acqua da sotto la soglia in muratura dello stagno stesso, portando all’attuale svuotamento” Un altro problema che sarà affrontato, dopo l’indagine speleologica. 

L’Ente Parco fa sapere comunque di essere impegnato nella ricerca di soluzioni “che consentano comunque di ripristinare il livello originale, sperando che l’antico acquedotto Felice ci assicuri acqua per molti anni a venire”.

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