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Poca acqua nel laghetto. Foto d'archivio.

Poca acqua nel laghetto. Foto d'archivio.

Parco degli Acquedotti, lo stagno rischia di trasformarsi in una pozza: iniziato il lavoro degli speleologi

Con Acea Ato2 gli speleologi dei “Sotterranei di Roma” stanno cercando il punto in cui si è ostruito l’acquedotto Felice

Nel parco degli Acquedotti si sta consumando un drammatico paradosso. Lo stagno e l’attiguo fosso Mariano, stanno rimanendo all’asciutto.

Il danno all'Acquedotto Felice

Le condizioni dello specchio d’acqua, il cui livello idrico è calato in maniera preoccupante, sono sotto gli occhi di tutti i romani che frequentano il polmone verde dell’Appio Claudio. Si è ridotto il perimetro dello stagno e solo le piogge degli ultimi giorni hanno evitato che si prosciugasse.“La riduzione del flusso di acqua dall’acquedotto Felice, operato dall’ACEA Ato2 durante l’estate per far fronte alla siccità - aveva spiegato l’Ente Parco dell’Appia Antica durante le festività natalizie -  ha evidenziato un probabile danno all’acquedotto stesso, in località Tor Vergata a diversi metri di profondità”.

L'avvio delle indagini speleologiche

Per affrontare il problema che sta avendo conseguenze anche sulla cosiddetta “marrana” e, se non si risolve, anche sulla vegetazione ripariale che la contraddistingue, è necessario avviare delle indagini approfondite. In particolare, l’Ente parco aveva annunciato il prossimo avvio di indagini speleologiche. Ne ha dato conferma anche  il gruppo di speleo archeologi di Sotterranei di Roma che, già nel 2009, sempre in collaborazione con Acea e l’ente Parco, intervennero per affrontare una caso simile.

Al lavoro per scongiurare la beffa

“Anche questa volta, stesso team, stessa collaborazione, abbiamo iniziato a lavorare per individuare il punto di ostruzione - ha fatto sapere l’organizzazione Sotterranei di Roma - non  è un lavoro semplice, ma siamo certi di riuscire a riportare a nuova vita il laghetto del Parco degli acquedotti”. Suona come una promessa per i tanti cittadini che, ogni giorno. continuano a frequentare il polmone verde di via Lemonia. Il parco archeologico celebrato nella “Grande bellezza”, in ragione della sua antica storia, non può restare senz’acqua. Sarebbe una beffa.
 

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