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Parco degli Acquedotti: “Faremo il massimo per far tornare l'acqua”

Un crollo all'altezza di Tor Vergata ha provocato il prosciugamento del laghetto e del fosso dell'Acqua Mariana. "Faremo il massimo per garantire il ritorno dell'acqua"

Un’acquedotto senz’acqua è un ossimoro. Il parco degli Acquedotti senza approvvigionamento idrico, rappresenta invece un problema. Per la biodiversità che custodisce. Per il decoro e dunque per l’estetica che i residenti gelosamente custodiscono. Ed a cui evidentemente, l’Ente Parco non vuole rinunciare.

I LAVORI  ENTRO LUGLIO -“Il danno che ha provocato una nuova interruzione dell'acqua che alimenta il laghetto e il fosso dell'Acqua Mariana all'area degli Acquedotti è stato individuato – leggiamo in una nota diramata dall’Ente Parco dell’Appia Antica - Le verifiche fatte dalle squadre Acea hanno messo in luce un crollo all'altezza di Tor Vergata. L'intervento di ripristino, che non sarà semplice, è programmato per fine luglio”.

LA SALVAGUARDIA DEL PARCO - Difficile prevedere in quanto tempo il problema sarà risolto. Un disagio a cui in molti, dai residenti ai Comitati di Quartiere, avevano guardato con preoccupazione. Il rischio, sembrava quello del venir meno d' importanti acquisizioni, maturate in epoca recente. Dopottutto, la fruIbilità del Parco degli Acquedotti nella sua interezza, è un risultato cui con fatica si è giunti. E del quale, comprensibilmente, non si vuole rinunciare. “ L' Ente Parco è impegnato in prima linea per salvaguardare il lavoro fatto in questi anni, anche in collaborazione con le altre istituzioni interessate e che ha portato alla bonifica degli orti abusivi e alla completa rinaturalizzazione dell'area – leggiamo nella nota citata -  Un grande investimento in risorse umane e finanziarie che non può in nessun modo essere disperso, i cui risultati hanno tra l'altro garantito in breve tempo un aumento della biodiversità.

LA GRANDE BELLEZZA - L’eccezionale valore del Parco degli Acquedotti, è evidente. Ed ovviamente non sfugge all’Ente Parco, pronto a riconoscerne l’ “storico, archeologica, ambientale e paesaggistica” in virtù della quale “ proprio quest'anno, ha ricevuto l'ennesimo riconoscimento nell'immaginario internazionale con l'Oscar al film la Grande Bellezza. L’area – leggiamo sempre nella nota -  merita quindi la massima attenzione da parte di tutti coloro che concorrono alla sua tutela, alla sua salvaguardia e alla sua gestione. E massimo rispetto meritano i cittadini e i volontari che ogni giorno ne curano il decoro.  Per questi motivi l'Ente Parco farà il massimo sforzo per garantire il ritorno dell'acqua e il ripristino della naturalità dei luoghi”.

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