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Abbattimento villette Casamonica, l'intervista a Monica Lozzi: "350mila euro per l'intervento. Ecco il nostro lavoro"

La presidente del Municipio VII svela i retroscena che hanno portato allo sgombero ed alla successiva demolizione delle villette gestite dai Casamonica nella zona di Gregna Sant'Andrea

C’è il Municipio VII dietro all’operazione che, alle prime luci dell’alba, è stata condotta in via Fratelli Marchetti Longhi 10. La liberazione delle villette abusive gestite dalla famiglia Casamonica, è frutto di una sinergia che ha visto collaborare Carabinieri, Polizia Locale, Polizia di Stato ed il Gabinetto del Sindaco. Ma che ha la regia dell’ente di prossimità governato dalla presidente Monica Lozzi.

Presidente, quella di Gregna Sant'Andrea ricorda l’operazione messa in campo nel 2018 in via del Quadraro Vecchio

Sì, infatti abbiamo iniziato a lavorare agli abusi perpetrati in via dei Fratelli Marchetti Longhi insieme a quello delle 8 villette già demolite nel 2018. Nel cado di Gregna abbiamo però dovuto scontare un percorso amministrativo un po’ più lungo perchè prevedeva un passaggio in Assemblea Capitolina che c'è stato all'inizio del 2020. Poi ha pesato sicuramente il successivo lockdown. Comunque, per quanto riguarda il Municipio, eravamo pronti dalla primavera del 2019.

A proposito di tempi...Si parla di un abuso, anche in questo caso, piuttosto vecchio.

E' vero. I primi abusi in quest’area sono stati accertati nel lontano 1982. E d'altra parte, chi governava la Capitale, già nel 1985 aveva chiesto l’acquisizione di quelle aree al patrimonio capitolino, attraverso un apposito decreto.

Ci sono voluti però 35 anni per riappropriarsene a tutti gli effetti.  Ma non era un abuso sanabile? Nel caso delle villette realizzate a ridosso dell’Acquedotto Felice, c’erano sicuramente dei vincoli. Ma in questo caso?

Gli immobili di Gregna Sant’Andrea sono stati costruiti, abusivamente, in un’area che si trova in agro romano. Peraltro nel cono di volo dell’aeroporto di Ciampino. Non erano abusi sanabili

Dunque non si potevano usare, come nei casi delle villette confiscate dalla Regione, per fini sociali?

No. Tra l’altro parliamo di un’area estremamente isolata, priva di servizi. Quindi era anche impensabile destinarla a finalità socio culturali, anche dandola in affidamento alle associazioni.  

Quindi una volta che questi immobili saranno demoliti cosa ne farete?

La proposta del municipio sarà quella di trasformare lo spazio, quattromila metri quadrati, in un’area destinata all’AMA. Secondo noi potrebbe essere impiegata per la raccolta degli sfalci o per realizzare un’isola ecologica. La decisione però spetterà al Comune.

Nel caso dell’operazione che è stata condotta nel 2018, il Municipio si era sobbarcato, non senza difficoltà, anche le spese economiche....

Anche in questo caso. Abbiamo accantonato 350mila euro per fronteggiarla. Riteniamo che questa volta siano sufficienti.

In occasione del 2018 il Comune, come ha avuto modo di spiegare, aveva contribuito quasi esclusivamente con l’invio degli agenti di polizia locale. Ed in quest’ultima circostanza?

Questa volta hanno partecipato in maniera più consistente gli agenti dell’VII Gruppo di Polizia Locale. Però devo ammettere che il Gabinetto del Sindaco ha attivato anche il servizio Sos Sociale per le persone che abitavano dentro gli immobili oggetto dell’operazione.

Lei ha recentemente dichiarato di essere positiva al Covid 19. Due domande. Come si sente in questo momento e quanto le è costato non poter partecipare fisicamente al blitz?

Sto meglio, grazie. Il senso di spossatezza e la febbre sono passati, ma ho ancora dei sintomi. Per quanto riguarda il non esser lì, chi mi conosce sa quanto mi sia costato restare a casa. Ma non avevo scelta.
 

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