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Romanina, nella villa confiscata la nuova casa famiglia: “Quello che era dei criminali diventa dei cittadini”

Inaugurato lo spazio che era stato confiscato a giugno in via di Roccabernarda. Zingaretti: “La presa in carico di questa villa è la testimonianza che come noi in Regione non molliamo”

Il 16 giugno una villa con piscina era stata sequestrata al clan Casamonica in via di Roccabernarda. Oggi, quella proprietà, è diventata una casa famiglia per minori.
 
“La presa in carico di questa villa è la testimonianza che come noi in Regione non molliamo. Contro le mafie e per la legalità, che significa stare nei quartieri presidiare come servizi e non lasciare spazi in cui l'illegalità si può infiltrare" ha dichiarato il presidente della Regione Lazio nella giornata in cui, il nuovo servizio sociale, è stato attivato.
 
Non è, la villa destinata alla casa famiglia, l’unico bene che è stato confiscato in via di Roccabernarda. Sempre in quella strada, infatti, lo Stato ha riacquisito altre due proprietà. Una è stata trasformata in un parco pubblico, l’altra in un centro per famiglie di ragazzi autistici. Un utilizzo che era stato richiesto dal Comitato di quartiere ed alla cui realizzazione hanno fattivamente contribuito molte realtà locali
 
“Oggi la presa in carico di questa nuovo bene confiscato - ha commentato il governatore del Lazio sulla propria pagina facebook -  è l'ennesimo esempio di come la Regione Lazio non molli contro le mafie e per la legalità. Quello che era dei criminali diventa dei cittadini". La villa, sequestrata lo scorso giugno nell'ambito dell'operazione "Noi proteggiamo Roma" era appartenuta a Guerrino Casamonica, detto Pelè. Situata tra Frascati e Roma, nel territorio del Municipio VII, l'immobile aveva beneficiato di due condoni edilizi.

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