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Romanina: occupati i terreni di Scarpellini per rivendicarne la vocazione agricola

La Centralità Romanina, la cui realizzazione è legata all'approvazione del pacchetto di 64 delibere capitoline, incontra le resistenze dei Movimenti di lotta per la casa

L’approvazione del pacchetto che raccoglie le ormai famose 64 delibere urbanistiche, sul quale si consuma l’ultimo grande braccio di ferro, in Aula Giulio Cesare, tra maggioranza ed opposizione, continua ad essere particolarmente temuto. Ed avversato. In giornata, difronte alla possibilità di veder realizzare la “centralità Romanina” secondo modalità che non sono piaciute a molti cittadini che denunciano l’aumento delle cubature a scapito dei servizi, è stata messa in atto una forma di protesta particolare: un’occupazione con tanto di bonifica e realizzazione di un orto collettivo.

L’OCCUPAZIONE - “Questa mattina sono stati occupati simbolicamente i terreni di proprietà del costruttore romano Scarpellini nella zona Romanina – si legge in un comunicato diramato da Cinecittà Bene Comune - L'iniziativa di protesta, promossa da Cinecittà Bene Comune insieme alla Comunità Territoriale e ai movimenti di lotta per la casa, ha lo scopo di bloccare la realizzazione della nuova Centralità, la cui delibera esecutiva è in questi giorni in discussione nell'aula del consiglio comunale insieme ad un pacchetto di 64 delibere che svendono e privatizzano i beni comuni della nostra città. E' l'ultimo atto della giunta Alemanno che fra scandali e speculazioni ci restituisce dopo cinque anni un città più povera, violenta e ricca di diseguaglianze”.

UNA CENTRALITA’ DISCUTIBILE - Più nel dettaglio “Per quanto riguarda la centralità di Romanina – si legge sempre nella nota -  il Sindaco, oltre a voler raddoppiare le cubature di cemento inizialmente previste portandole ad oltre 2 milioni di metri cubi, vuole cancellare gli spazi e le funzioni pubbliche e sociali necessarie di fatto venendo meno all'idea guida della Centralità, cioè un nuovo modello di sviluppo della città in termini decentrati. Ancora un volta la rendita e la speculazione privata schiacciano i diritti dei cittadini e la Centralità di Romanina diventa unicamente uno strumento dei costruttori per accrescere i propri profitti ed affari”.

IL RUOLO DELLA CAMPAGNA - Ma ciò che sta caratterizzando l’occupazione simbolica, è la modalità cui si è deciso di puntare,  attraverso le quali, si palesa un diverso approccio all'utilizzo della campagna. “Durante l'iniziativa di protesta – si legge nello stesso comunicato -  sarà bonificata un'area e allestito un orto. Pensiamo che in questo momento di crisi economica e del lavoro senza precedenti, la campagna romana possa rappresentare un'occasione per tantissimi giovani in termini di nuova occupazione attraverso un'agricoltura sostenibile.Non possiamo permettere che il verde da Anagnina a Frascati sia completamente ricoperto di cemento a discapito della valorizzazione dei beni paesaggistici, storici e agricoli del nostro territorio”.
 

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