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Caffarella: il sacro Almone è davvero una discarica

Le condizioni del fiume, considerato sacro dagli Antichi Romani, sono pessime. Un volume spiega le ragioni del dissesto che, in giornata, siamo andati a verificare

Nella palestra del liceo Classico Augusto, tra l’Appia Nuova e la Tuscolana, si è svolto, nel tardo pomeriggio di venerdì, un incontro decisamente partecipato. L’appuntamento, voluto dal  Comitato per il Parco della Caffarella, ha permesso di presentare il volume, realizzato insieme all’Associazione Culturale Humus Onlus,  “Il sacro Almone da fiume a discarica”.

IL SACRO ALMONE  - Il saggio, corredato da fotografie e da un ampia documentazione, frutto del carteggio tra il Comitato, soprattutto nella persona di Roberto Federici che ne ha coordinato il lavoro di pubblicazione e le istituzioni locali,  offre notevoli spunti di riflessione sul  triste destino che attanaglia il terzo fiume del Lazio per lunghezza. L’Almone, fiume sacro per gli antichi romani, è oggi noto soprattutto per essere il principale corso d’acqua che attraversa la valle della Caffarella. Un fiume che ha accompagnato millenni di storia capitolina, ma che dalla stessa Capitale rischia di restare soffocato.

DISCARICHE E FOGNE - Nel breve ma istruttivo saggio, sono elencate e diffusamente documentate le ragioni che hanno contribuito ad inquinare l’Almone, le cui acque rischiano di compromettere anche il delicato equilibrio idrologico della Caffarella.  “Gli scarichi fognari parzialmente depurati dei comuni dei Colli Albani, di Ciampino, quelli fino ad oggi non depurati di Statuario e Quarto Miglio, le altre adduzioni abusive presenti lungo il bacino dell’Almone” sono tra i fattori che ne determinano l’inquinamento delle acque. Inoltre, si legge sempre nel volume, “le discariche presenti su lunghi tratti del fiume sia a Capannelle che a monte del GRA – contribuiscono al suo inquinamento, attraverso materiale solido  che – in caso di forti precipitazioni viene trascinato e deposto infine nella valle della Caffarella”.

SFASCIACARROZZE E POZZI NERI - Ci sono anche altri fattori che potrebbero contribuire a deturpare questo antichissimo fiume, come la presenza di alcuni sfasciacarrozze, le cui “auto accatastate in attesa di demolizione liberano nel terreno sostanze inquinanti diluite dalla pioggia e trascinate o direttamente nell’Almone o nella falda acquifera sottostante”. Come anche, causa di inquinamento, potrebbero essere alcuni pozzi neri, molti dei quali sembrerebbero  non  essere neppure autorizzati. Ma ciò che colpisce il cittadino che si trova a passeggiare per la Caffarella, oltra alla sua straordinaria bellezza, è in negativo proprio la condizione in cui versa il fiume.

UNA DISCARICA A CIELO APERTO - In giornata siamo andati ad effettuare un sopralluogo e le fotografie sono il frutto di quanto, a meno di un centinaio di metri dal cinquecentesco casale della Vaccareccia, abbiamo osservato. Nel fiume, le cui sponde un po’ ovunque sono piene di materiale plastico, probabilmente sacchetti consumati dagli agenti atmosferici, nel tratto citato presenta un’ostruzione. La diga, che chiaramente non ha origini naturali, è il risultato di centinaia di bottiglie, contenitori di plastica, bombolette e rifiuti solidi d’ogni sorta che hanno creato  una sorta di tappo dall’odore nauseabondo. Ed a questo punto, è particolarmente evidente che il sacro Almone, oggi, sia veramente divenuto una discarica maleodorante.

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