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Torre Spaccata: “Il Municipio VI non ci ascolta, vogliamo essere annessi al VII”. Al via la petizione

Nel pomeriggio di giovedì l'avvio della petizione dal teatro della Parrochia di San Bonaventura

Immagine di archivio

Torre Spaccata passa dalle parole ai fatti. Se fino ad ora l’idea di “staccarsi dal Municipio VI” per essere annessi al Municipio VII poteva sembra solo una provocazione, adesso ha acquisito molta più concretezza. “Giovedì pomeriggio non parleremo ancora dei problemi irrisolti – ha esordito Antonella Manotti del comitato di quartiere – ma distribuiremo direttamente le schede da compilare per la raccolta delle firme”. Già perché nel pomeriggio di giovedì, il comitato ha organizzato presso il teatro della Parrocchia San Bonaventura alle ore 18.00 un appuntamento volto proprio a divulgare il materiale necessario per la petizione che sarà avviata anche in punti strategici del quartiere così da raggiungere il più ampio numero di persone. Non è necessario un numero preciso ma il comitato punta a cifre importanti. 

Perché Torre Spaccata vuole staccarsi dal VI Municipio?

La decisione di “uscire” dal territorio del VI Municipio per essere accorpati al VII è già stata lanciata lo scorso anno attraverso un referendum: i residenti hanno scelto per il sì. Le motivazioni? Diverse. Dalla mancata risoluzione delle problematiche sollevate nel corso degli anni alla “sordità” dell’amministrazione come spiegato da Manotti: “Da anni chiediamo più attenzione per la viabilità, la manutenzione delle strade, il “ripristino” del teatro Ex Enaoli e tante altre cose su cui non abbiamo mai avuto risposta da parte del Municipio”. Le motivazioni, inoltre, sono anche di carattere logistico: Torre Spaccata infatti è distante una decina di chilometri dalla sede centrale del Municipio di viale Cambellotti, quindi la posizione decentrata e la difficoltà a raggiungere i servizi. 

L’incontro con la presidente del VII Municipio

Il comitato di quartiere ha già avuto un primo incontro con la presidente del VII Municipio, Monica Lozzi: “Si è detta disponibile ad un dialogo” ha commentato Manotti. Per adesso, la priorità del comitato resta la raccolta firme e poi si procederà con le varie azioni dovute. 
 

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