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Torre Spaccata, l’antenna di via Luciani finisce in consiglio municipale. Monta la polemica

Il gruppo Fd’I ha presentato una mozione, il M5s si è astenuto. Opposizioni all’attacco. Intanto i cittadini continuano a ribadire la propria contrarietà all’installazione

Antenna via Luciani - Immagine di archivio

L’antenna di via Luciani, a Torre Spaccata, continua ad agitare la politica municipale e dalle proteste dei cittadini e le petizioni è arrivata in consiglio. Una mozione presentata dal gruppo Fratelli d’Italia ha chiesto conto all’amministrazione a cinque stelle quali passaggi sono stati eseguiti e la rimozione dell’antenna. Il documento, a cui è stato poi tolto il simbolo e votato solo dalle opposizioni, non è passato perché il M5s si è astenuto.

M5s: “Mere strumentalizzazioni”

Abbiamo raggiunto Alberto Ilaria, presidente del consiglio di viale Cambellotti per chiedere informazioni circa i procedimenti messi in atto dal municipio e specifiche rispetto alla votazione di giovedì. “Non ci prestiamo a mere strumentalizzazioni” ha detto Ilaria ricordando atti già votati in passato in cui si fa ricorso alla salvaguardia del principio di precauzione rispetto alle nuove installazioni e sottolineando come il municipio in questo passaggio non abbia poteri di autorizzazione. “I tecnici del municipio, pur consapevoli che un centro sportivo non è un luogo sensibile – ha proseguito Ilaria – Hanno inviato lo scorso anno le osservazioni al Dipartimento PAU”. Per quanto di competenza municipale ha detto: “Stiamo facendo ulteriori accertamenti come sopralluoghi insieme alla polizia locale”.

La mozione di Fratelli d’Italia

“Ho richiamato il presidente Romanella al suo ruolo istituzionale dopo aver ricevuto numerosi solleciti da parte dei cittadini – ha spiegato al nostro giornale Massimo Fonti (Fd’I) primo firmatario della mozione – Hanno tirato in ballo la legge Gasparri ma non hanno tenuto conto che dopo quella legislatura ne sono seguite altre”. Rimosso il simbolo dalla mozione, su richiesta del capogruppo dem Fabrizio Compagnone, la mozione è stata votata ma non approvata a causa dell’astensione dei pentastellati.

L’interrogazione del gruppo Lega al presidente Romanella

Intanto dalla Lega l’interrogazione a Romanella per chiedere se il municipio fosse a conoscenza dell’installazione, se i cittadini fossero stati avvisati per tempo e se ci sono azioni in campo. “Non ha risposto a nessuna delle domande nel documento scritto che mi ha fornito” ha spiegato Pamela Strippoli, capogruppo della Lega.

“Demagogia e strumentalizzazione, invece, da parte di forze politiche che non abbiamo mai visto impegnarsi per “risollevare” le sorti di un'area del quartiere già fortemente degradata” è il commento del Partito Democratico. “Alla faccia del coinvolgimento dei cittadini – ha commentato Dario Nanni, gruppo Misto – A distanza di quattro anni ancora non hanno capito quali funzioni gli spettano”.

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