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Torrespaccata, ancora fumi dal fosso. Residenti preoccupati: "Vogliamo che l'Arpa venga qui"

La rabbia cresce a Torrespaccata dove, a distanza di due giorni dall'incendio, il "fosso" continua a fumare, i baracati sono per strada senza nessuna accoglienza e l'aria è irrespirabile

Che l'incendio sarebbe stato "importante" si è capito fin dai primi minuti, fin da quando le fiamme divampate da via Carlo Fadda hanno oltrepassato i campi sportivi e sono giunti nel "fosso", quello tra viale Togliatti e il centro Augustea. E' qui, a Torrespaccata, che da qualche anno, nuclei familiari hanno trovato accampamento con baracche di fortuna. Un insediamento abusivo che negli ultimi tempi ha visto una popolazione sempre più numerosa, fino a contare 53 persone.

La storia della baraccopoli abusiva

Le origini dell'accampamento risalgono ai tempi dello sgombero del Casilino 900, quando qui sono arrivati i primi baraccati, circa 20 persone, a cui se ne sono aggiunti poi altri, in seguito agli sgomberi in terreni vicini, come quello avvenuto di recente nella zona di Torre Maura. L'insediamento è stato più volte segnalato dai residenti del quartiere. Nel "fosso" ci vivevano, fino a sabato, uomini, donne e bambini in condizioni di sicurezza precarie, come i fatti stessi hanno dimostrato. I fumi provenienti dall'insediamento, ben prima di sabato, sono stati fin da subito una spina nel fianco per l'intero quartiere.

Da Marino alla Raggi, però, la politica si è voltata dall'altra parte. Politica almeno ora costretta a girarsi visto che il fuoco ha portato il "problema" sotto gli occhi e i nasi di tutti. Intanto i baraccati sono rimasti qui, nel parchetto adiacente il fosso perché non sanno dove altro andare.

Le denunce dei residenti

"Nel 2015 abbiamo portato una petizione in Municipio, indirizzata anche ai vigili (giunta Scipioni ndr), oltre mille firme per chiedere interventi immediati - ha spiegato Bruno di Venuta del comitato di quartiere Torrespaccata. "Poi ci siamo rivolti al commissario Tronca che ci ha riferito di essere al corrente della situazione e che avrebbe raccolto le segnalazioni". Niente, nessun intervento, poi il cambio della guardia e l'arrivo della giunta Raggi e in municipio di Roberto Romanella.

"A settembre dello scorso anno siamo andati in Municipio - ha continuato Di Venuta - abbiamo presentato un esposto sia a nome del comitato di quartiere sia del condominio di via Lizzani direttamente interessato dal fenomeno dei roghi". Nel mese di novembre poi il sopralluogo: "Dopo tante richieste finalmente il sopralluogo da parte del Municipio", ha aggiunto, un sopralluogo congiunto della commissione ambiente e della commissione politiche sociali ma di quel sopralluogo i residenti aspettano ancora di avere una risposta. A febbraio, l'assessora all'ambiente Ziantoni al nostro giornale:"Sono previste nelle prossime settimane le azioni utili alla liberazione dei terreni e alla immediata bonifica dei luoghi. Tra questi siti c'è quello adiacente al Parco dei Romanisti, ma non solo". Nulla di fatto nemmeno dopo "alcune settimane". "Il 23 marzo siamo stati al consiglio straordinario sull'emergenza insediamenti, ci è stato detto che non c'erano fondi per intervenire e che i 40mila euro recuperati sarebbero stati investiti per lo sgombero e la bonifica di un altro insediamento abusivo a Tor Bella Monaca, nei pressi del liceo Amaldi".

La soap opera continua e a giugno: "Durante un incontro pubblico, il Municipio ha spiegato che avrebbe rischiato un'ordinanza in danno perché il proprietario dei terreni aveva già fatto sgomberare l'area due volte nel 2011 e nel 2012". L'ultima protesta dei residenti in Municipio nei giorni scorsi: "L'assessore alla sicurezza ha spiegato che avrebbe voluto incontrare il proprietario dell'area che nel frattempo ha presentato denuncia per occupazione del suolo".

Residenti furiosi e preoccupati per la loro salute

"Se fossero intervenuti prima tutto questo non sarebbe successo e qui la situazione era nota a tutti da subito - ha tuonato Bruno Di Venuta, a nome dei residenti e del comitato di quartiere - il presidente del consiglio delle Torri è residente qui e fino a prima di essere eletto protestava insieme a noi, per strada, contro i roghi tossici". E' tanta qui la rabbia perché ormai da due giorni il fosso continua a fumare, qui la gente continua a vivere tappata dentro casa, con i condizionatori accesi. "Stanotte è andata via anche la corrente e ci hanno portato i gruppi elettrogeni, probabilmente non è legato a questo ma è ancora un altro disagio". E sulla presenza delle istituzioni: "L'incendio è divampato intorno alle ore 14.00 ma qui le istituzioni si sono viste nel tardo pomeriggio - ha concluso Di Venuta - a coordianare poi quali operazioni visto che i baraccati hanno dormito nel parco e non è ancora trovata una soluzione?".

L'appello

"Vogliamo che l'Arpa venga qui e venga a fare dei rilievi". E' stato categorico Di Venuta: "Non è possibile che dobbiamo continuare a respirare non si sa cosa nel silenzio generale e che il Municipio non abbia ancora provveduto a richiedere l'intervento dell'Arpa. Siamo preoccupati per la condizione sanitaria dell'intera area".

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