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Torre Maura Torre Maura / Viale Antonio Ciamarra, 329

Censita (ancora) l'occupazione di viale Ciamarra. Famiglie in allarme per un possibile sgombero

Polizia Locale e servizi sociali si sono presentati intorno alle 15 del 21 maggio al civico 329, dove da oltre dieci anni vivono una trentina di nuclei in emergenza abitativa

A esattamente due anni dal precedente censimento, la Polizia Locale è tornata a viale Antonio Ciamarra 329 per sapere quante famiglie vivono nell'occupazione dell'ex sede della Buffetti. E subito è scattato l'allarme da parte degli occupanti. 

Censimento occupazione ex Buffetti

Nel primo pomeriggio di martedì 21 maggio i caschi bianchi del VI Gruppo Torri, accompagnati dai servizi sociali del VI municipio, su richiesta della Prefettura di Roma si sono presentati alla porta dell'occupazione abusiva di viale Antonio Ciamarra 329 per un censimento. Il secondo in due anni. Nessuna tensione, massima collaborazione da parte dei presenti, come riferiscono sia da dentro l'occupazione, sia da Unione Inquilini che segue la situazione da diverso tempo. 

Trenta famiglie presenti

Quella di Ciamarra è una delle occupazioni storiche della Capitale. Iniziata nel 2011, ha resistito tra alti e bassi fino ad oggi. Anche alle insistenti voci di sgombero della primavera 2022, quando il Prefetto di Roma era Matteo Piantedosi e al Governo non si era ancora insediata la destra di Giorgia Meloni. Due anni fa risultavano presenti 34 famiglie, oggi a quanto pare sono circa una trentina, una diminuzione dovuta a qualche decesso e nulla più. 

"Controlli chiesti dal Prefetto per sgomberare"

Come fa sapere Andrea Cafiero, della segreteria romana di Unione Inquilini, il censimento del 21 maggio è stato un fulmine non tanto a ciel sereno, ma preannunciato da nuvole scure: "Come affermato più volte dal direttore del VI municipio in un incontro al dipartimento politiche sociali - dice a RomaToday - e in una successiva commissione, il censimento è stato richiesto dal Prefetto, a causa di prossime operazioni di sgombero. Per fortuna le operazioni si sono svolte in un clima sereno di collaborazione". 

Da casa a casa

"Abbiamo chiesto un incontro con tutti gli organi politici e amministrativi competenti - continua Cafiero - all'indomani della notizia che ci sarebbe stato un nuovo censimento. Ad oggi nessuna risposta, solleciteremo sicuramente al fine di capire quali saranno le soluzioni prospettate". Come successo per viale Caravaggio, viale delle Province, l'ex clinica Valle Fiorita e viale del Policlinico solo per citare gli ultimi casi in ordine cronologico, il sindacato si augura un trasferimento da casa a casa "anche in applicazione della normativa vigente". 

Solo burocrazia 

Dal VI municipio non è stato possibile raccogliere informazioni esaustive sul censimento e sulle sue reali motivazioni. Dall'assessorato alle politiche abitative di Roma Capitale, invece, rasserenano gli animi escludendo che il censimento del 21 maggio sia finalizzato ad uno sgombero imminente. Non ci sono state segnalazioni a riguardo, né tavoli istituzionali durante i quali se ne sia discusso apertamente: "Solo burocrazia", dicono. In sostanza, la necessità di aggiornare i registri. 

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