Venerdì, 19 Luglio 2024
Tor Bella Monaca Tor Bella Monaca / Via dell'Archeologia

Aggressione a Don Coluccia, Nicola Franco bussa alla porta del governo. Chiesto l'intervento dell'esercito a Tor Bella Monaca

Il minisindaco del VI Municipio ha pronta una lettera indirizzata ai ministri Crosetto e Piantedosi

“Se le forze attualmente a disposizione non bastano intervenga l’esercito”. L’unico minisindaco di Roma di centrodestra Nicola Franco invoca una pronta reazione dello Stato dopo il tentato omicidio di Don Antonio Coluccia, il meglio noto "prete anti spaccio" che era impegnato in una delle sue passeggiate della legalità nel quartiere del VI municipio delle Torri. A quella camminata, nel primo pomeriggio del 29 agosto, avrebbe dovuto partecipare anche Franco il quale, per altri impegni, non aveva potuto prendere parte all’iniziativa. Dopo quello che, secondo molti, è stato un vero e proprio attentato, Franco ha deciso di rivolgersi direttamente al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ma anche al Governo di centrodestra, in particolare scrivendo una lettera al ministro ddell'Interno Piantedosi e a quello della Difesa Crosetto.

Mancano uomini e risorse

Contattato da RomaToday, Nicola Franco ha voluto anticipare quello che scriverà ai ministri meloniani: “Farò una fotografia della situazione del nostro territorio, in particolare parlando della mancanza di uomini e risorse per controllarlo. Basti pensare alla caserma dei carabinieri di Tor Bella Monaca. Alla sua apertura, negli anni ’90, c’erano 50 uomini, oggi solo 28. Quella di Tor Vergata conta 28 unità mentre quella di San Vittorino, che copre Castelverde e Corcolle, appena 11. C’è poi la caserma di Settecamini che copre Villaggio Falcone, Ponte Nona Nuova e soprattutto Ponte di Nona vecchia, dove c’è una piazza di spaccio già nota”.

Numeri in caduta anche per la polizia che contava “100 uomini fino a qualche anno fa, oggi arriviamo a 50” e la polizia locale: “Ci sono 250 unità ma la metà ha la 104 e l’età media è di 55 anni”. Per questo, “scriverò anche al sindaco Gualtieri perché i vigili dipendono dal Comune di Roma. Se pensiamo che possiamo battere i 14 clan mafiosi che operano sul territorio e la criminalità in generale con questi numeri allora vuol dire che non abbiamo capito nulla. Bisogna rendersi conto che questo municipio non può essere considerato come altri di Roma”.  

Servono l’esercito e l’operazione “Strade Sicure”

Stando ai numeri, si capisce bene che le forze dell’ordine non possano garantire il pieno controllo su una popolazione di 300 mila abitanti, 350 mila secondo alcune stime riguardanti soprattutto i tanti stranieri che vivono nel VI municipio senza però essere mai stati censitie. “Serve raddoppiare se non triplicare il personale. Se questo non è possibile, perché ci vogliono tempo e soldi, allora chiedo al ministro Crosetto di attivare il progetto “Strade Sicure” a Tor Bella Monaca schierando l’esercito”.

Nessuna frizione col governo Meloni

Come detto, Franco è l’unico minisindaco di centrodestra di Roma. Questo appella sembra una critica al lavoro svolto finora dall’esecutivo nazionale: “Non posso criticare chi è arrivato da dieci mesi – ribatte – chiedo però alla parte politica a me vicina di comprendere le criticità proprio perché glielo dice un amministratore di centrodestra. Su questo tema non critico neanche Gualtieri che c’è da due anni. Conosco i tempi della politica. Chiedo però maggiore attenzione e più risorse. Abbiamo, ad esempio, caserme e commissariati con più uomini del necessario. Sarebbe il caso di pensare ad una razionalizzazione di queste risorse”.

I lavori del Pnrr che rischiano di non partire

C’è poi la questione del Pnrr. Dopo lo stralcio di quasi 16 miliardi di euro di fondi approvato dal Governo Meloni, arrivato dopo la revisione del piano nazionale di ripresa e resilienza, c’era il rischio che venisse colpita anche Tor Bella Monaca, dove sarebbero dovuti arrivare 121 milioni di euro di progetti. il ministro Fitto ha rassicurato che questi soldi verranno recuperati da altre fonti. Franco, sempre a RomaToday, ha spiegato che la questione dei fondi "è stata superata, noi stiamo andando avanti. Il problema, specialmente per quanto riguarda i cantieri del Pui è che non si riesca a far partire i lavoriche, secondo il programma, dovrebbero avviarsi tra settembre e novembre di quest’anno, con le opere finite e collaudate entro giugno 2026. Purtroppo il Comune di Roma non ha ancora terminato il censimento dei locali interessati dall’intervento, per questo sono molto preoccupato”.

Mafie e lavori pubblici

Non c’è solo il rischio che i cantieri non vedano mai la luce. “Voglio avvertire chi ci dice che ci saranno grossi investimenti con il Giubileo, forse l’Expo e il Pnrr. Si parla di miliardi di euro che faranno gola ai 14 clan criminali del territorio. chi ci dice che non stiano pensando di riciclarsi in questo business?”. Un timore confermato anche ad aprile 2023 nell’ultima relazione semestrale della Dia che ha spiegato come i soldi del piano di ripresa siano minacciati dalle mafie, con i clan pronti ad attingere a piene mani da questi enormi fondi .

Tor Bella Monaca piazza di spaccio

Il problema della droga a Tor Bella Monaca è ormai un fatto risaputo ed accertato da decenni. Nel quartiere delle Torri il supermarket della droga è aperto h24, con intere famiglie impegnate in attività illecite. Ci sono, solo a Tor Bella Monaca, ben 14 clan mafiosi che controllano la più grande piazza di spaccio d’Italia. Un vero e proprio fortino che alcune persone, come Don Antonio Coluccia, hanno cercato di espugnare. Un compito non facile visto che, come spiegato di recente dal procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, a Roma, ed anche a Tor Bella Monaca, operano una serie di mafie che si spartiscono il mercato ed il territorio. A fine giugno 2023, tanto per fare un esempio, un maxi blitz disposto dalla Direzione distrettuale antimafia aveva portato al sequestro di conti correnti, immobili, beni di lusso e veicoli per un totale di 320 mila euro ad un capo piazza di Tor Bella Monaca. Due anni prima, erano scattati 51 provvedimenti cautelari disposti a carico di altrettanti soggetti che facevano parte di un’organizzazione criminale dedicata allo spaccio e con base operativa nel quartiere.

Dominio del territorio

Le famiglie criminali ed i loro rampolli ci tengono a ribadire il loro dominio sul territorio. Lo testimoniano anche le corse clandestine proprio lungo via dell’Archeologia, che circonda i palazzoni popolari del R5, una delle principali “torri”. Ragazzi senza patente vicini a quelle famiglie che fanno affari con la droga e che noleggiano auto di lusso e suv per sfrecciare, anche in pieno giorno, tra i palazzi. Una soluzione pratica è stata quella di installare dei dossi ma rimangono, ovviamente, i problemi sociali e di legalità.

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