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Tor Bella Monaca: arriva lo sfratto per "Adelandia", si cancellano 36 anni di storia

La famiglia Dell'Acqua dovrà lasciare lo spazio entro due mesi se non dimostra di avere le autorizzazioni necessarie

Il parco giochi “Adelandia” è sotto sgombero, la famiglia di Roberto dovrà lasciare lo spazio entro due mesi. Se fosse, a Tor Bella Monaca sarebbe la fine di un’era, si chiuderebbe un capitolo lungo 40 anni. E per Adelina e Denise, rispettivamente moglie e figlia dello stuntman di Terence Hill, sarebbe un dolore enorme a poco più di un mese dalla sua scomparsa

La storia di "Adelandia" e l'appello di Denise al Municipio: "Troviamo una soluzione"

Trentasei anni fa, Roberto Dell’Acqua proveniente da una famiglia di circensi è giunto a Tor Bella Monaca, insieme a sua moglie e in uno spazio abbandonato di via Quaglia (la strada commerciale del quartiere) ha deciso di fermarsi e di portare avanti l’attività di giostraio. “Ha dedicato il parco giochi a mia madre – spiega Denise al nostro giornale ancora incredula per quanto sta accadendo negli ultimi giorni – Quando sono arrivati a Tor Bella Monaca, il terreno su cui siamo, era completamente abbandonato e lui a sue spese lo ha sistemato, bonificato e ha posizionato le giostre ottenendo anche il permesso dalle Belle Arti. Fin da subito abbiamo pagato, seppur con molti sacrifici, tutto il necessario: dal canone alle utenze, abbiamo persino l’attacco in fogna regolarmente costruito”. Denise non si spiega perché adesso, perché dopo quarant’anni e aggiunge: “Sono stata in municipio ma ho assistito solo a un rimpallo di responsabilità – conclude – Spero che da parte loro ci sia la volontà di trovare una soluzione, che ci sia una mano tesa per aiutarci perché non siamo delinquenti, siamo solo lavoratori”. 

“La chiusura del parco è uno sfregio”, le opposizioni all’attacco del governo a cinque stelle

“Il Movimento Cinque Stelle è stato eletto per chiudere lo stabilimento Ama di Rocca Cencia e invece sfratta i bambini – tuona Valter Mastrangeli (Lista Marchini) – “Adelandia” è frequentata da tantissimi bambini, su queste giostre sono salite intere generazioni e adesso l’amministrazione vuole cancellare con un colpo di spugna un sprazzo di colore in un quartiere dai molteplici problemi sociali. Non glielo permetteremo, faremo tutto quanto in nostro potere per evitare questo sfregio, a iniziare da un atto in consiglio”. Toni ancora più accesi quelli del consigliere Dario Nanni: “Presenterò un ricorso al Prefetto. Ho seguito personalmente questa vicenda fino a quando Roberto non ci ha lasciati, e posso dire che oggi il Comune di Roma non può chiederne la chiusura per un problema amministrativo frutto anche delle inadempienze e lungaggini burocratiche, visto che lo stesso Comune di Roma per decenni ha incassato regolarmente il canone di affitto”.

Dal Municipio: “Non c’è volontà di chiudere Adelandia”

Il documento notificato il 30 ottobre chiede alla famiglia di Roberto di mettersi in regola entro due mesi, di fornire cioè la dimostrazione che ci sia realmente un permesso a stare qui prima di procedere allo sgombero. “La volontà politica è quella di mettere in regola tutte le attività come questa, non chiuderle e siamo disposti a trovare anche una modalità di adozione del terreno perché per noi la sicurezza dei bambini e la loro tutela viene prima di ogni cosa” ha detto Giancarlo Colella, capogruppo del M5s raggiuto dal nostro giornale. Nei mesi scorsi, dalla commissione commercio è partita la richiesta alla polizia municipale di mappare le aree giochi con i gonfiabili presenti sul territorio municipale e capirne lo stato giuridico: su Adelandia non sono stati trovati permessi e tutto il resto è poi partito d’ufficio. 
 

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