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Le spose di Marie Anne Erize sfilano al palazzo Englefield

Due giorni all'insegna della moda e della lotta al femminicidio quelli andati in scena nei locali di palazzo Englefield. A fare gli onori di casa Stefania Catallo del centro antiviolenza Marie Anne Erize

Una sfilata di abiti da sposa per ripercorrere la moda made in Italy dagli anni '50 ad oggi. Non abiti qualunque ma capolavori di alta moda donati al centro antiviolenza "Marie Anne Erize" di Tor Bella Monaca che fanno parte della sartoria solidale di via Amico Aspertini. Stefania Catallo, presidente del centro, a margine dell'evento: "Ci saranno eventi in altre città italiane".

Un vero successo la due giorni organizzata dal centro antiviolenza di Tor Bella Monaca all'interno dei locali dello storico palazzo di via IV novembre nel cuore del centro storico di Roma. Un tributo alla moda ma anche alla solidarietà e alla lotta al femminicidio con particolare attenzione al ruolo della donna quello che si è svolto nelle giornate di sabato 22 e domenica 23 ottobre. Un simbolo rosso ha contraddistinto le modelle che in passerella hanno presentato gli abiti della sartoria solidale di via Aspertini, una carrellata epocale dal 1953 agli anni duemila. Tra questi anche un abito da sposa marocchino e un contributo sulle modalità di svolgimento dei matrimoni in Marocco.

Ad intervallare le sfilate anche momenti ludici come la performance teatrale "Il pranzo nuziale" interpretato da Michela Barone e Luciano Tribuzi, ancora, un momento dedicato alle più celebri note del repertorio di danza classica messo in scena dalla ballerina Giulia Fabrocile. Hanno presenziato all'evento Valeria Fedeli, vice presidente del Senato, Francesco Florenzano direttore Upter, Stefano Bitti del direttivo del centro antiviolenza di Tor Bella Monaca e Marc Buisson della Fondazione Up.

"Siamo molto soddisfatti della riuscita dell'evento - commenta Stefania Catallo, presidente del centro antiviolenza e anima della due giorni - si terranno altre sfilate non solo a Roma ma anche in altre città". Infine sulla sartoria solidale che ospita abiti donati nei locali del centro antiviolenza di Tor Bella Monaca, Catallo conclude: "La sartoria rappresenta un esempio concreto di economia sodiale e inclusione sociale, che mantiene viva l'attenzione sul fenomeno della violenza di genere creando col suo lavoro una via d'uscita per quelle donne che vivono situazioni a rischio".

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