Lunedì, 14 Giugno 2021
Tor Bella Monaca Tor Bella Monaca / Largo Ambrogio Brambilla

Largo Brambilla s’ha da fare! Ecco la rigenerazione urbana attraverso l'arte

Largo Brambilla riparte dal via e diventerà un centro per la rigenerazione urbana

Immagine di archivio

Largo Brambilla s’ha da fare! E sarà un luogo dove si ricostruisce la rigenerazione urbana attraverso l’arte, parola di Alessandro Gisonda, assessore alla cultura della giunta Romanella. In uno dei tanti angoli del quartiere Tor Bella Monaca, nella estrema periferia est della città, esiste un luogo abbandonato al degrado dove il progetto iniziale, ovvero la costruzione di due palazzine e di un centro dedicato a bambini autistici, ha subito un brusco arresto. Da quel momento i residenti di largo Brambilla che hanno acquistato negli immobili i loro appartamenti hanno iniziato un vero e proprio calvario tra opere incompiute con le relative conseguenze e la mancanza di illuminazione che ha generato un’insicurezza totale. Tante anche le denunce lanciate attraverso il nostro giornale

“Non appena ci siamo insediati abbiamo iniziato a lavorare sull’emergenza più che sull’ordinario – ha commentato Gisonda ai nostri taccuini – poiché largo Brambilla così come altri immobili presenti sul territorio erano inesistenti”. L’impegno iniziale, quindi, sbloccare l’iter che avrebbe portato al completamento dei lavori. L’intoppo alla Regione Lazio: “L’avanzamento dei lavori era stato bloccato perché il costruttore attendeva la risposta dalla Regione Lazio sulla costruzione di una struttura sanitaria e così lo stato dell’arte è stato palazzine costruite a metà e piazza inesistente”. 

Superato lo “stop” regionale, il Pau (Dipartimento Programmazione e Attuazione urbanistica) ha chiesto al Municipio di indicare le destinazioni d’uso, ottenute poi durante lo svolgimento del consiglio municipale. Cosa nascerà a largo Brambilla? “Un luogo di partecipazione per la rigenerazione urbana, avremmo associazioni, realtà sociali- ha spiegato Gisonda - abbiamo iniziato un dialogo con il museo Macro, con l’Università La Sapienza, ci saranno residenze per artisti e archeologi, museo per il racconto delle bellezze, un luogo dove si ricostruisce la rigenerazione attraverso l’arte”. 
 

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