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Rifiuti in strada, turni no stop, tensioni: è corsa contro il tempo per scongiurare l'emergenza

Il reportage. Raccolta a macchia di leopardo e cumuli spazzatura. Una lunga notte tra inciviltà, differenziata non rispettata e operatori Ama ormai stravolti

Sono fermi da meno di cinque minuti, ma son già pronti a ripartire. “È dalle 20.30 che sto lavorando e questa è la prima volta che lo faccio per andare in bagno” si lascia scappare un operatore Ama dall’aria stanca: “Se ci fermiamo prima, la gente ci picchia. La vede quella pattuglia della polizia municipale? È qui per controllarci a distanza, per paura che qualcuno possa aggredirci. Vedono le strade sporche e se la prendono con noi. Sono pronti a scattarci foto, a linciarci mediaticamente. Succede, certo che succede…”.

Ore 1.30, via Chiodelli: la raccolta a macchia di leopardo non conosce soste, per assicurare che all’indomani, nelle arterie tra Ponte di Nona e Torre Angela, non vi siano più cumuli di spazzatura. Come in una sorta di corsa a perdifiato verso l’alba che però appare inutile, perché di spazzatura, seppur meno rispetto ai giorni scorsi, se ne troverà ancora anche dopo il passaggio dei camion. Via Corti e via Mosca, a ridosso della Collatina; via Quaglia, via Anderloni, via Santa Rita da Cascia e via dell'Archeologia, passando per Tor Bella Monaca. Nomi di strade, sempre gli stessi, ripetuti come un mantra dagli inviperiti componenti dei comitati di quartiere.

LO SCENARIO - Tra i palazzoni della periferia sud-est l’aria è viziata dai tappeti di sudiciume lasciati a marcire sotto i colpi della canicola africana di queste ore. La notte di rifiuti, proteste in strada e via vai di compattatori verso i siti di conferimento, appare lunghissima e senza soluzione di continuità. Almeno per ora. In attesa dell’apertura del nuovo sito di conferimento a Malnome e che le promesse - di cui l'aria è ancora piena - dallo stato aeriforme passino a forma solida.

Non sarà emergenza, come si affretta a precisare a suon di comunicati l’Ama, bollando come “assolutamente fuori luogo” definire così l’attuale situazione. Ma appare evidente che l’intero ciclo di raccolta e smaltimento è ormai al limite del collasso. “Stamattina i colleghi avevano appena finito di rimuovere l’immondizia dai cassonetti di via Mosca, eppure sono ricomparsi di nuovo i cumuli” fa notare l’operatore. “Facciamo straordinari, hanno persino allungato i turni del pomeriggio ed aggiunto due compattatori Csl (i camion a caricamento laterale, ndr), ma ormai siamo stanchi. Quando torno a casa non ce la faccio nemmeno a prendere in braccio mia figlia di tre anni”.

FAIDA TRA QUARTIERI - Mentre l’operatore ecologico continua a sfogarsi, sgranando un rosario di reprimende contro un po' tutti - dai politici ai giornalisti, senza dimenticare i cittadini incivili - i suoi colleghi si affrettano a rimuovere davanti ad alcuni cassonetti un materasso ridotto a brandelli ed alcuni pezzi di suppellettili abbandonati davanti alle campane per la raccolta del vetro. Di rifiuti in strada non se ne vedono più come le scorse ore, spiegano. Ma ad una già precaria situazione sul fronte della raccolta, si mescola anche l’inciviltà di chi, a tutte le ore, deposita sui marciapiedi la spazzatura, oppure getta nei quartieri limitrofi la propria immondizia pur di non differenziarla e tenerla troppo a lungo nei bidoncini del porta a porta piazzati davanti casa. L’opera di pochi furbetti che genera inevitabilmente faide tra molti, troppi cittadini esasperati. Contagiando addirittura interi rioni. Succede infatti che a Tor Bella Monaca, intorno alle 23, i residenti di via Santa Rita da Cascia, si vedono costretti a scendere in strada e a scaraventare alcuni bidoni stracolmi sulla carreggiata. Un modo come un altro – si fa per dire – per sollecitare la raccolta. E per far capire a chi ancora non l’ha capito che si può rischiare grosso, a gettare l’immondizia davanti all'altrui dimora. “Quelli la vengono a buttare qui perché non vogliono fare la differenziata”, spiega una donna. E “quelli” sarebbero i dirimpettai di Torre Angela, che pur di non trovarsi la mondezza sotto il naso tramutano le strade di Tor Bella Monaca in discariche a cielo aperto.

L’INCIVILTA’ - La periferia della periferia, quella degli ultimi marchiati come “cattivi”, finisce quindi per soffocare, impietosamente condannata al lerciume da chi dribbla il calendario di deposito della differenziata o, peggio, evade le tasse della spazzatura. Capita così che in via Arischia, ad un tiro di schioppo dal Villaggio Prenestino, qualcuno approfitti del buio per trasformare l’intera strada in un letamaio. Verso le due di notte la spazzatura è ammassata a montagne davanti ad una campana per il vetro, mentre a pochi metri, vicino a delle villette, ci sono i bidoncini (puliti) del porta a porta.

LO STALLO - È anche questo a mandare in tilt un sistema che si sta rivelando un gigante dai piedi d’argilla: l’indifferenziato è la vera spina nel fianco, poiché i cumuli di spazzatura “tal quale” (almeno il 70 per cento di quelli presenti ancora in strada) rischiano per mandare in tilt impianti interi, come il tritovagliatore di Rocca Cencia. “Quando la differenziata è ben fatta, il problema è relativo – dicono in coro gli operatori – perché negli impianti di conferimento, come quello per l’organico a Maccarese, non riscontriamo grosse difficoltà se nei sacchetti non vengono mischiati i rifiuti”. Sabato prossimo il comitato Nuova Ponte di Nona darà il via alla pulizia delle strade. Opera di volontari assieme all'AmaRoma: una lezione di civiltà, oltre che di rispetto per le strade, che soffia come vento fresco dopo tanti miasmi.

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