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Tor Bella Monaca, il Polo ex Fienile: “Aperti a chiunque non voglia il quartiere sottomesso alla criminalità”

Una lettera rivolta ai residenti del quartiere Tor Bella Monaca da parte delle realtà che operano al PEF di largo Mengaroni

Foto Associazione 21 luglio

“Restiamo aperti per chiunque voglia combattere la battaglia della cittadinanza attiva, contro chiunque voglia questo quartiere ancora sottomesso e schiavo nelle mani del crimine”. Dopo gli arresti dello scorso martedì che hanno decapitato l’organizzazione criminale dedita allo spaccio che deteneva il monopolio tra largo Mengaroni e via Scozza, le associazioni che lavorano al Polo ex Fienile di largo Mengaroni (Associazione 21 luglio, Università Tor Vergata e Psicoanalisi contro) hanno inviato una lettera al nostro giornale per dirsi pronti a combattere la criminalità accogliendo un progetto di cittadinanza attiva.

“Abbiamo appreso con sgomento dell’ennesimo blitz delle forze dell’ordine nel nostro quartiere, questa volta a un passo dal centro culturale dove lavoriamo, con tutta l’energia e la passione di cui disponiamo, per rafforzare la cittadinanza attiva in una città gravemente ferita da troppe mancanze di attenzione, da troppo tempo, da troppi responsabili.

L’organizzazione capillare dello spaccio di sostanze stupefacenti, l’impunità criminogena che i capi di questo malaffare hanno di fatto sempre esibito in questi anni, il silenzio purtroppo sconsolato delle troppe vittime sul territorio non devono farci dimenticare il nostro ruolo di operatori di comunità e attivisti sociali. Anzi, proprio perché non ragioniamo in termini di “degrado” (e quindi non ci interessiamo del “decoro”) ma pensiamo al crimine violento e alle conseguenze terribili che comporta lo spaccio di morte per i disgraziati acquirenti e per tutti gli incolpevoli astanti, vogliamo che la nostra voce si alzi chiara.

Il PEF (polo ex fienile) ha continuato a lavorare anche in questi mesi durissimi di crollo della condivisione sociale e di crisi economica senza precedenti, facendo il possibile per tenere assieme il tessuto sociale dal punto di vista materiale (con i pacchi alimentari e altri interventi di sostegno ai bisogni primari) e anche intellettuale (attivandosi come centro di riflessione online sulle conseguenze sociali del Covid-19).

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Appena ha potuto, il PEF ha ricominciato ad essere la casa di tanti, soprattutto famiglie con bimbi piccoli e giovani studenti e artisti, che hanno bisogno di un punto di riferimento e di orientamento in questo mondo in tempesta.
Vogliamo dire alla cittadinanza di largo Mengaroni, di Torbellamonaca e di Roma che al PEF troveranno sempre un orecchio in ascolto, e per come possibile una mano di aiuto o almeno di conforto, e vogliamo dire a chi taglieggia le vite dei cittadini per accumulare denaro grondante sangue che il PEF sarà sempre un occhio vigile, senza mediazioni, senza accomodamenti, senza compromessi. Perché il PEF si schiera al fianco dei cittadini e delle cittadine del quartiere e della città, contro chi sfrutta la paura di tutte e tutti per lucrare nel mercato della morte e della disperazione”.

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