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Oltre 31mila firme contro lo sfratto al centro antiviolenza di Tor Bella Monaca

Nella mattina di giovedì la presidente del centro antiviolenza è stata ricevuta dalla presidente Boldrini, nel pomeriggio la presentazione della petizione alla Camera

Le donne del centro antiviolenza di Tor Bella Monaca “Marie Anne Erize” non si arrendono. I locali di via Amico Aspertini, sede del centro ottenuta con affidamento diretto dalla precedente amministrazione, sono sotto sfratto: due mozioni presentate dalla maggioranza grillina del Municipio VI prevedono la riappropriazione della struttura e la successiva riassegnazione tramite bando pubblico. Mozioni che però ignorano il lavoro che il centro porta avanti da anni sul territorio. E sono proprio le donne del centro a dimostrare a gran voce, giorno dopo giorno e iniziativa dopo iniziativa, la loro tenacia e la forza del loro ruolo. Nella mattina di ieri Stefania Catallo, presidente del centro, è stata ricevuta dalla presidente della Camera Laura Boldrini. Nel pomeriggio poi la presentazione in conferenza stampa alla Camera delle firme raccolte fino ad ora con la petizione “Salviamo di nuovo il centro antiviolenza”.

L’incontro con la presidente Boldrini alla Camera

“Ho ricevuto una telefonata che mi annunciava l’appuntamento con la presidente Boldrini – ha raccontato Catallo – non è la prima volta che lei ed io parliamo del centro e ho trovato anche in questa occasione interesse e partecipazione da parte sua nei riguardi del Marie Anne Erize”. Sulle modalità di svolgimento Catallo ha proseguito: “Le ho presentato il progetto in cantiere che partirà dal prossimo settembre, si intitola La comunità di destino, la giovane madre e lo straniero”.

Il progetto "La comunità di destino, la giovane madre e lo straniero"

E’ ancora Stefania Catallo a spiegare il progetto che partirà a settembre: “E’ un progetto pensato da Fabio Angeloni, nostro responsabile istituzionale, un progetto innovativo mirato a creare delle piccole comunità – ha raccontato – inizialmente con un gruppo di giovani madri, ascolteremo le loro esigenze e redigeremo documenti che poi porteremo all’attenzione della politica. Ad esempio, si segnalano la mancanza di asili nido? Ci attiveremo per fare in modo che le loro richieste siano ascoltate”.

Il sostegno del Partito Democratico

A sostenere il centro antiviolenza l’onorevole Laura Coccia che in conferenza ha dichiarato: “Oltre 30mila firme raccole in poche settimane per invitare la sindaca Raggi a far sospendere le procedure per un bando che sembra una foglia di fico e che nella situazione attuale porterebbe alla chiusura di un servizio fondamentale per il sostegno e la protezione delle donne vittime di violenza”. Presente all’incontro anche Andrea Casu, segretario PD: “Ho firmato anche io per una battaglia giusta e importante, facciamo sentire insieme la voce di una città che non si rassegna e che vuole continuare a lottare per difendere i suoi spazi sociali”. Infine: “Il centro antiviolenza non si tocca – ha puntualizzato Alessandra Laterza membro dell'assemblea romana del partito democratico e dell'organo di garanzia del PD Roma – mettendoci al servizio delle donne vittime di violenza abbiamo dimostrato come la politica e la società civile possano fare molto”.

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