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Tor Bella Monaca saluta Massimo Filipponi: dal PCI al teatro, addio all' "esuberante casinista" simbolo del quartiere

Una vita dedicata alla politica, al teatro e alla lotte sociali. Quando l'emergenza Covid-19 sarà finita Massimo verrà salutato con una commemorazione

Massimo Filipponi

Se esistono personaggi (o personalità) che hanno contribuito a scrivere la storia del quartiere, diventandone protagonisti indiscussi, uno di loro è stato senz’altro Massimo Filipponi che insieme a Sirio, il suo fedelissimo amico a quattro zampe è diventato uno dei simboli di Tor Bella Monaca. Massimo, o Kolkov (storico soprannome) è morto alle 23.49 di venerdì notte, nel suo appartamento: se n’è andato in silenzio, senza fare rumore, mentre la città e il resto del Paese combattono la pandemia del Coronavirus che forse ha colpito anche lui ma questo sarà l’autopsia a stabilirlo, prima di far ritorno a Foligno, il suo paese natìo. 

I lunghi capelli bianchi, l’andatura lenta di chi cammina osservando e scrutando quello che ha intorno, l’inconfondibile suono della sua voce quando da lontano esclamava “Ragazza” per salutare amiche, conoscenti per attirare l’attenzione e iniziare da lì discorsi sulla storia, sulla politica, sui problemi del quartiere. Non era raro entrare nella sala del consiglio municipale e vedere Sirio sdraiato a terra, spesso in prima fila, e intravedere Massimo subito dopo con l’espressione insofferente pronto a lanciare uno dei suoi soliti “ma vaffa…”. Chi scrive ha raccontato spesso le sue denunce negli anni, come il taglio degli alberi di via Aspertini: “E’ uno scempio ambientale” gridava indignato ai nostri taccuini, era il 2016. 

Chi era Massimo Filipponi

“Un esuberante casinista, dagli atteggiamenti mai ombrosi, una bella persona” ha raccontato a Roma Today Filippo D’Alessio, direttore del teatro di Tor Bella Monaca con il quale Massimo già a partire dagli anni ’90 aveva instaurato rapporti di rispetto e amicizia. Un passato come dipendente di Alitalia, membro del Partito Comunista i cui ideali ha seguito e praticato per tutta la vita, Massimo amava l’arte e tutte le sue forme, scriveva sceneggiature e disegnava, dipingeva. “Era un genio - ha detto Atika Et Tafs, presidente dell’associazione AMDIF di Tor Bella Monaca – Sono certa stesse lavorando ad un libro prima di morire, se trovassi lo scritto lo pubblicherei a mie spese, noi eravamo la sua famiglia” ha aggiunto con la voce rotta dal pianto ricordando le campagne elettorali, le cene, i momenti belli trascorsi insieme e anche l’ultima telefonata, il giorno prima che Massimo morisse. “Aveva una tosse bruttissima, riusciva a malapena a parlare, mi aveva rassicurata dicendo che stava prendendo farmaci e che aveva informato il medico, la sua morte è stato un colpo al cuore per tutti noi”. 

Aveva fondato “Sirio87”, era la fine degli anni ‘80

Sul finire degli anni ‘80 aveva fondato a Tor Bella Monaca un’associazione culturale: Sirio87 (anche il suo cane, morto due anni fa, aveva questo nome), rimasta tra le più “vecchie” del quartiere con sede in via Aspertini. Pochi metri quadri diventarono il fulcro dell’attività culturale del quartiere, all’interno dei locali rimasti suoi fino a pochi anni fa si sono scritte piece teatrali, si sono “chiuse” liste elettorali, si sono studiate lotte e non solo per il quartiere. “Nel 2013 ho lavorato con lui ad uno spettacolo teatrale – ha raccontato Roberto Roberto Romanella, presidente del Municipio VI al nostro giornale – Il titolo era “Li morti nostri”, adesso sembra paradossale vero? Eppure lui disegnò la scenografia, il coperchio di una bara, lo disegnò talmente bene che lo abbiamo preso in giro per anni. Quello spettacolo, che ironizzava la morte, fu portato in scena a Gallicano. La sua morte solitaria mi addolora, tanto”.

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Nessuno a Tor Bella Monaca vuole dimenticare Massimo e nessuno vuole che Massimo vada via senza un degno saluto. “Non appena potremmo organizzeremo una commemorazione, stiamo pensando anche ad una targa, e inviteremo tutti quelli che lo conoscevano” ha detto Atika. Dello stesso avviso anche Romanella: “Quando sarà possibile per Massimo ci sarà un degno saluto”. Ciao Massimo, che la terra ti sia lieve. 
 

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