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Martedì, 25 Gennaio 2022
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VI Municipio: il M5S conta le presenze nelle Commissioni

Gli attivisti del movimento hanno elaborato un'analisi statistica dal 1 agosto al 31 dicembre 2013 in relazione alle sedute negli organi municipali, sottolineando le percentuali di partecipazione di tutti i consiglieri

Il M5S ha contato presenze e assenze dei consiglieri municipali nelle diverse Commissioni dal 1 agosto al 31 dicembre 2013 attraverso un’analisi statistica a cura di alcuni attivisti.  Tutti i dati, corredati da tabelle che indicano le percentuali di partecipazioni e le ore di lavoro negli organi municipali, sono stati pubblicati sul blog di Beppe Grillo.

“Sono dati disarmanti – ha spiegato il consigliere Fabio Tranchina (M5S) –: molti consiglieri non vengono mai nelle Commissioni. Questi numeri servono solo a dimostrare chi c’è e chi non c’è”
Nel periodo di riferimento, le sedute totali delle Commissioni sono state 257, con una media di 51,4 sedute al mese. I consiglieri, nel loro complesso, hanno lavorato per 1.415 giorni (somma delle presenze nelle Commissioni). Nello stesso arco di tempo, i consigli municipali indetti sono stati 11. I dati delle Commissioni pubbliche sono stati elaborati statisticamente. 

“Alcuni consiglieri eletti in VI Municipio non si presentano sistematicamente nelle Commissioni (aperte pubblicamente a tutti i cittadini) – hanno scritto sul blog i portavoce municipali Tranchina e Mammì  – o si assentano nei consigli municipali nove volte su dieci, premurandosi però di presenziare giusto una seduta prima della loro decadenza automatica che la legge impone, appunto  alla decima assenza, appena appena in tempo per salvare il cadreghino. Nell'ottica invece del ‘vediamoci chiaro’, capita anche che gli attivisti di un non partito come il CinqueStelle si divertano a ‘fare le pulci’ a quei consiglieri che non onorano della loro presenza l'Istituzione nella quale sono stati eletti e per la quale carica hanno chiesto il voto ai loro elettori, incrociando statisticamente la presenza nominale, con gli orari effettivi di presenza, riscontrando in tal modo assenze prossime al 90 percento; assenze che nel mondo del lavoro reale, sarebbero sanzionate con lettere di richiamo, censure e, ultima ratio, col licenziamento per assenteismo”.

“E c'è anche il rovescio della medaglia – proseguono i due consiglieri M5S –: chiamiamolo genericamente ‘presenzialismo’. Un presenzialismo nelle Commissioni che non sempre e non necessariamente corrisponde ad un autentico "senso del dovere", ad un attaccamento al proprio ruolo istituzionale, ma (a voler essere un poco maligni) più ad una necessità di non andare a lavorare, tanto c'è il giustificativo dal lavoro. Come altrimenti spiegare l'enorme numero di commissioni convocate a fronte della risibile quantità di risoluzioni da queste espresse?”.

I dati sono stati pubblicati all'indirizzo https://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/roma2013/2014/04/il-dovere-della-politica-e-la-politica-del-dovere.html.

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