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Domenica, 25 Settembre 2022
Tor Bella Monaca Viale Duilio Cambellotti

Hermes ha trovato "casa" presso il centro commerciale Le Torri

I genitori e i ragazzi disabili dell’associazione Hermes hanno ricevuto i locali in comodato d'uso

Sfrattati dagli spazi della scuola elementare di via Berneri, i genitori e i ragazzi disabili dell’associazione Hermes sono rimasti senza “casa”, senza un luogo sicuro dove poter continuare a svolgere le proprie attività. Hermes è un’associazione onlus che nasce dalla sintonia di un gruppo di genitori che vive il disagio della disabilità e di altri genitori che considerano la disabilità un valore aggiunto alla comunità. Inclusione, uguaglianza sociale e diritti: sono questi i punti focali intorno cui ruota la filosofia e il modus operandi di Hermes.

Hermes è nata nel 2016 per creare alternative all'assenza di centri occupazionali per ragazzi disabili

“La nostra attività è iniziata nel 2016 – ha spiegato Loredana, una mamma – in assenza di centri occupazionali per ragazzi ultra 18enni con disabilità gravi e gravissime”. L’associazione ha usufruito dei locali della Consulta dell’handicap ma “Il municipio è tornato in possesso dei locali, ha sospeso le attività in previsione di un bando ma settembre non ha più riaperto”. Ha aggiunto: “Siamo in attesa di un progetto sperimentale che è stato presentato ma mai avviato, intanto abbiamo iniziato a vagabondare”. Dopo lo sfratto una prima accoglienza è stata data loro nella sala del teatro del liceo Teresa Gullace e quando le speranze di trovare una nuova soluzione hanno iniziato a scemare è arrivata l’ospitalità del centro commerciale Le Torri di Tor Bella Monaca. Un contratto in comodato d’uso attraverso cui il consorzio ha affidato i locali, spesso in disuso, all’associazione. 

I locali del centro commerciale in comodato d'uso

“Un gesto che abbiamo fatto per puro spirito di abnegazione nei confronti degli ultimi – ha spiegato Alessandra Laterza, presidente del centro commerciale -  sono troppe le realtà dimenticate e siamo attenti a bisogni come questi, ci si rimbocca le maniche e cerca una soluzione”. Lo spazio affidato all’associazione è un locale utilizzato dal consiglio di amministrazione per alcune riunioni durante l’anno, a loro è stato chiesto un piccolo rimborso: “Chiediamo loro il pagamento delle spese vive e ci auguriamo che possano trovare al più presto una soluzione ottimale” ha concluso Laterza. 

“Malgrado tutto siamo stati fortunati – ha commentato Loredana – abbiamo ottenuto più solidarietà dal mondo civile che dalle istituzioni”. 

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