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Venerdì, 24 Maggio 2024
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Habemus data, il 25 gennaio l'atto fondativo del Parco nazionale dell'agro romano

La conferenza dei servizi si svolgerà il 25 gennaio presso i locali del Municipio Roma VI per l'atto fondativo. Tra gli obiettivi, la salvaguarda del patrimonio archeologico e dell'ambiente

Il parco nazionale dell'agro romano potrebbe diventare una realtà. Nato come progetto dei quartieri riuniti in evoluzione, movimento che abbraccia molte delle zone del Municipio Roma VI delle Torri, il progetto sarà presentato il 25 gennaio presso i locali di via Cambellotti per l'atto fondativo. Già perchè è stata indetta proprio per il prossimo lunedì una conferenza di servizi. A seguito di questa, però, ci sono poi le procedure amministrative da mettere in campo per la realizzazione del progetto che prevede la salvaguardia dei reperti archeologici ma anche dell'ambiente. Dalla valle degli acquedotti a villa Adriana, passando per Gabi e Palestrina, dai reperti archeologici alla natura, i quartieri riuniti in evoluzione hanno realizzato un progetto per dare forma al parco nazionale dell'agro romano.

LE FASI - Come già annunciato dall'architetto Andrea De Carolis che, insieme ad altri rappresentanti ha curato la gestazione del progetto, “Una volta indetta la conferenza programmatica in Municipio ci saranno dunque la basi per procedere con l’iter affinchè si possa richiedere l’attuazione della legge per l’istituzione del parco nazionale dell’agro romano”.

"Una notizia importante per il futuro del nostro territorio: il Parco Nazionale dell Agro Romano, avrà il suo atto fondativo che avvia l'iter amministrativo", spiega l'architetto De Carolis che da tempo si occupa della gestazione del progetto. "La proposta è dei Quartieri Riuniti in Evoluzione, QRE, che lottano sia per fermare la distruzione delle nostre cittadine, che sono state per decenni inquinate dal pubblico e dai privati, sia per portare dal basso, dalla base, proposte di sviluppo sostenibile, di tutela delle ricchezze ineguagliabili che abbiamo", conclude. 

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