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Tor Bella Monaca, Raggi mura la "grotta" della droga. L'allarme di Villa Maraini: "E' politica show. Così non si risolve nulla"

L'esponente del Pd Orfini: "A Virginia Raggi sarebbe bastato passare una giornata a pochi metri dalla grotta e fare un turno da volontaria al camper di Fondazione Villa Maraini"

Il "grottino" di Tor Bella Monaca, noto anche come la grotta del buco, è stato chiuso. Murato. A decretare off limits quell'area, ossia l'ingresso di un edificio della Roma medievale utilizzato come luogo di consumo di droghe, il blitz di sabato della sindaca Virginia Raggi accompagnata, tra gli altri, anche da Federica Angeli, giornalista anti mafia da poco assunta dalla proprio dalla prima cittadina, come sua delegata a periferie e legalità.

Quel luogo che è stato sempre scenario di un tappeto di siringhe che ricopre il parco che si trova a pochi metri dall'istituto Bassi, ora non c'è più, così come Raggi stessa ha voluto sottolineare con un post su Facebook: "Era importante cancellare questo simbolo dell'abbandono in cui per troppo tempo sono state lasciate le nostre periferie. E oggi tanti cittadini e tanti ragazzi perbene sono contenti di potersi riappropriare di uno spazio più sicuro e decoroso. In queste zone continueremo a lavorare per riportare legalità e tutelare i più deboli".

"Don Antonio Coluccia (impegnato anche a San Basilio), da sempre in prima linea per aiutare i ragazzi in difficoltà, mi ha raccontato di giovani che a qualunque ora del giorno vagano in questo parco con lo sguardo perso nel vuoto. - spiega Raggi - Non potevamo rimanere indifferenti. Abbiamo dato il via alle operazioni di bonifica e la "grotta" è stata chiusa con tufo e cemento".

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"Così non si risolve il problema. Serve assistenza e terapia"

Tutto risolto dunque? Per niente. Perché ovviamente chi si andava a drogare nella grotta lo farà là fuori o altrove. Almeno questo è il timore degli esperti di Villa Maraini, l'agenzia nazionale della Croce Rossa Italiana da anni sul campo attiva nella battaglia in favore della libertà di cura per i tossicodipendenti.

"Così non si risolve il problema. E' solo politica spettacolo", sottolinea a RomaToday Massimo Barra, medico, fondatore nel lontano 1976 di Villa Maraini.

"La mia non è una critica politica contro Raggi o sull'azione in sè. Quel 'grottino' era la vergogna di Roma, non solo di Tor Bella Monaca, ma non è così che si affronta questa tematica. In questi anni noi non siamo mai stati ricevuti dalla Sindaca, ma anche prima non è che le cose andassero meglio. Gli ultimi tre sindaci hanno sempre ignorato il lavoro di Villa Maraini e, soprattutto, un approccio completo nell'affrontare il problema droga. - aggiunge Barra - Il mio è un discorso apartitico, non voglio fare polemica ma i fatti parlano chiaramente. Serve assistenza e terapia, non polita show. La nostra postazione a Tor Bella Monaca in questi anni ha salvato più di mille persone dall'overdose. Il Comune si dovrebbe vergognare". 

A testimoniare quanto detto da Barra ci sono anche i numeri. Nella giornata di ieri, quella del blitz di Raggi al "grottino" della droga, Villa Maraini ha prestato assistenza a 97 uomini e 21 donne: 114 in totale le persone già conosciute, 4 i "nuovi". Il tutto "nonostante fino alle 12 ci fosse polizia ovunque", spiegano i volontari.

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Orfini (Pd): "Non serve assolutamente a nulla chiudere una grotta in campagna elettorale"

Critico anche il Partito Democratico, con Matteo Orfini che sposa il punto di vista di Villa Maraini: "Non è la prima volta che quella grotta viene chiusa. Lo fece un po' di tempo fa un gruppetto neofascista. Perché è così che ragionano le destre: la droga è un problema di decoro. L'importante è non vederli i tossicodipendenti. E che non sporchino. E invece il problema è molto più serio e complicato".

"Non serve assolutamente a nulla chiudere una grotta in campagna elettorale. Sono solo 'salvinate' ridicole. Tor Bella Monaca ha bisogno di altro e saranno altri a salvarla.- aggiunge Orfini elencando su Facebook chi, secondo lui, da tempo si è attivato nel quartiere - La droga è un problema enorme. Che si affronta investendo sulla prevenzione. Aiutando chi lavora ogni giorno per strappare alla dipendenza ogni singola persona".

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