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Fontana Candida: il Covid ferma i lavori del playground, dopo gli scavi archeologici la palla passa al Ministero

Intanto la recinzione dell’area è stata divelta e ignoti hanno sversato rifiuti. Il playground sorgerà tra via delle Due Torri e piazzale Van Gogh

Foto e video Associazione di quartiere Fontana Candida

Sei le aree previste dal progetto di ‘playground’ che il Coni realizzerà a Fontana Candida nello spazio compreso tra via delle Due Torri e piazzale Van Gogh. Dopo gli scavi archeologici, il cantiere fermo da mesi è diventato ricettacolo di rifiuti e la rete messa a protezione dell’area è stata divelta. Dall’opposizione giungono le richieste di Dario Nanni (Misto): “Tempi di realizzazione e competenze di gestione” e intanto dall’assessore allo sport municipale, Alessandro Marco Gisonda, la descrizione del progetto e i motivi dello stop.

La costruzione del playground sarebbe dovuta avvenire inizialmente a Ponte di Nona (altro quartiere del sesto municipio) ma dalle indagini archeologiche l’area non risultò adatta e per ovviare alla mancanza di punti di aggregazione, per grandi e piccoli, il progetto fu dirottato a Fontana Candida anche per volontà dell’associazione di quartiere. Dai lavori della sovrintendenza, alla relazione indirizzata al Coni fino alla richiesta di procedere alla realizzazione da parte del Ministero per i beni e le attività culturali. “Fin dalla nascita del progetto – ha spiegato Mario Paglia, presidente dell’associazione di quartiere al nostro giornale – Ci siamo interfacciati con ogni protagonista della vicenda per creare raccordo e velocizzare i tempi, l’incontro con il Municipio ha anche migliorato l’idea iniziale”.

Lo stop di questi mesi è dovuto in gran parte allo scoppio dell’emergenza sanitaria: “Il Covid ha sicuramente rallentato i lavori degli scavi che sono stati ultimati e che non hanno evidenziato nulla che possa fermare il cantiere – ha spiegato Gisonda sottolineando come questa sia un’opera fortemente voluta dai cittadini – Il Coni ha inviato relazione a Mibact per il ‘nulla osta’ dopo gli scavi e i cantieri dovrebbero riprendere a breve”.

Il playground vanterà spazi per l’allestimento di giochi dedicati a grandi e piccoli e sarà attiguo alla scuola di via Millet così che i bambini possano fruire dell’opera. Intanto, con i cantieri fermi l’area è diventata ricettacolo di rifiuti. “In queste condizioni lo spazio è anche pericoloso” ha commentato Marcello, un residente del quartiere. Tuttavia i lavori di realizzazione avrebbero dovuto essere conclusi entro dicembre dello scorso anno: “I finanziamenti risalgono al 2016, ad oggi solo uno scavo recintato con dei rifiuti – ha detto Nanni che nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione al presidente del municipio – A chi spetta vigilare sull’area?”.

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