Tor Bella Monaca Tor Bella Monaca / Via dell'Archeologia

A Tor Bella Monaca arriva Federica Angeli. Le associazioni: "Non abbiamo bisogno di passerelle"

Prima a San Basilio, poi a Tor Bella Monaca. Continua il tour delle periferie di Federica Angeli

Dopo San Basilio, Federica Angeli cronista antimafia e da qualche settimana delegata della sindaca alle periferie, ha scelto Tor Bella Monaca per denunciare la presenza della criminalità organizzata e far sentire il suo impegno nel territorio. Le realtà associative, da anni impegnate a Tor Bella Monaca nella costruzione di uno ‘stato sociale’ hanno però criticato il blitz: “Al quartiere serve altro”.

Un pensiero condiviso anche dagli abitanti del quartiere, soprattutto dai residenti di via dell’Archeologia (dove è stata Federica Angeli martedì pomeriggio) che sanno bene cosa vuol dire vivere in periferia. Ogni giorno infatti denunciano l’assenza delle istituzioni e a causa della mancanza di manutenzione nelle case del Comune, quella istituzione che Angeli rappresenta, indossano il mantello da supereroi perché anche salire a casa, magari al decimo piano di una torre con l’ascensore guasto, è un’impresa. Perché in via dell’Archeologia, luogo simbolo dello spaccio nel quartiere ma non l’unico, non c’è nessuno spazio ad esempio dedicato ai bambini e messo a disposizione dal Comune: per sopperire a questa carenza, infatti, un gruppo di mamme si è autodenunciato occupando uno spazio e creando una ludoteca ‘La casa di Alice’.

Sulla stessa strada anche la sede del Partito democratico e negli stessi locali l’associazione ‘Bella Vera’. È Nella Converti, tra i responsabili della sede e membro dell’assemblea nazionale dem a rivolgersi direttamente alla cronista, a margine della visita. “Le passerelle a via dell’Archeologia a caccia di spacciatori in stile Brumotti o Salvini servono solo a replicare un modo di raccontare le periferie che viviamo e subiamo da troppi anni sulla nostra pelle". Ha continuato: "A via dell’Archeologia esiste la criminalità organizzata? Ma dai! Davvero? Sappi che a Tor Bella Monaca con la criminalità organizzata si convive malamente e in molti la combattono viso a viso ogni giorno". Converti ha puntato sul ruolo delle associazioni: "Diffondono cultura e costruiscono modelli diversi di comunità, lottano contro questo mostro tutti i giorni. Mi dispiace tanto - lo dico sinceramente - che tu non abbia scelto di incontrare queste persone avvalendoti del tuo nuovo ruolo istituzionale". E per finire un invito: "Sarebbe stato un segnale importante per gli attivisti che tutti i giorni giocano un ruolo fondamentale nella vita sociale del quartiere, senza spot e comparsate, mettendoci la faccia”.

Ancora più duro il commento di Alessandra Laterza che due anni fa ha aperto la prima libreria a Tor Bella Monaca, Booklet Le Torri in via Aspertini. In lungo post pubblicato su Facebook, Laterza ha invitato Angeli a “fare meno propaganda e usare una sana dose di umanità – spiegando alla cronista antimafia che – Quando il clamore del tuo megafono avrà finito di urlare sotto le torri, lo spaccio continuerà, il degrado resterà a far da padrone e i problemi resteranno a far compagnia a chi si sbatte in questi territori da anni”. Anche Tiziana Ronzio, presidente dell’associazione Tor Più Bella, che è stata insignita cavaliere dal presidente della Repubblica per l’impegno profuso in quartiere non ha gradito la visita di Angeli e dai social ha dettp: “Basta, basta gente che viene per parlare in modo squallido di Tor Bella Monaca”. Ronzio ha invitato le altre associazioni a scendere in strada, passeggiare per via dell’Archeologia, come per altre strade e rivendicare dignità senza le forze di polizia chiedendo che la luce venga accesa anche sulle 'storie belle' del quartiere.

Anche a San Basilio, dove Federica Angeli ha giurato battaglia ai pusher nelle notti scorse promettendo la sua presenza e quella di Don Coluccia anche nelle notti a venire, gli abitanti sanno bene cosa vuol dire vivere ‘faccia a faccia’ con lo spaccio, ma sanno altrettanto bene cosa voglia significare vivere in quartiere privo di ogni cosa, dove i cittadini si sono disegnati perfino le strisce pedonali e dove un punto di aggregazione è un centro popolare ideato e gestito da un gruppo di giovani. A San Basilio e a Tor Bella Monaca tutti sanno quello che manca: dal lavoro all’inclusione, ma nessuno fino ad ora ha fatto davvero quello che ha promesso.

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