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Laura ha sconfitto il Covid-19: “Sentire il sole che mi accarezza il viso adesso non ha prezzo”

E' tornata a casa dalla sua famiglia che non l'ha mai lasciata sola durante le settimane di ricovero

Ha sconfitto il Covid-19 dopo oltre un mese di battaglia, due settimane di ricovero all’ospedale Spallanzani e il desiderio di tornare a casa, tra febbre alta e insufficienza respiratoria. Qual è stata la prima cosa che ha fatto non appena ha lasciato l’ospedale? "Ho rivisto i miei figli, ho potuto respirare a pieni polmoni e sentire il sole che mi accarezzava il viso. Tutto questo non ha prezzo".

Laura (nome di fantasia) ha 59 anni, vive a Villaggio Breda (uno dei quartieri della periferia est di Roma) e dal 24 febbraio ha iniziato un calvario lungo che ha avuto un lieto fine: ha vinto la sua battaglia, è tornata a casa e con la voce rotta dall’emozione a Roma Today ha raccontato la sua storia.

"I primi sintomi sono iniziati lo scorso 24 febbraio, credevo si trattasse di una comune influenza con dolori muscolari e sbalzi di temperatura ma dopo tre giorni la febbre rimaneva sempre a 39 gradi. Neanche gli antibiotici avevano fatto effetto e così il 2 marzo decidiamo di andare al pronto soccorso". Una volta qui a Laura è stata eseguita una radiografia al torace e una tac: “Che mostrava addensamenti mantellari bilaterali con un aspetto a vetro smerigliato, a questo punto mi hanno somministrato il tampone nasale per Covid-19 che ha avuto esito positivo e il 5 marzo il secondo tampone è risultato poi negativo”.

La stessa sera Laura è stata trasferita all’ospedale Spallanzani per insufficienza respiratoria restando nella struttura sanitaria 15 giorni. “Due settimane trascorse in isolamento, non ho visto nessuno se non le infermiere due volte al giorno per la terapia, a farmi compagnia c’erano i libri e il cellulare che mi ha permesso di rimanere in contatto con la mia famiglia. Grazie a loro mi sono sentita viva e ho affrontato ogni giorno della malattia come se fosse l’ultimo di ricovero”. 

Laura è tornata a casa, dai suoi affetti, dalla sua famiglia e lo ha fatto con una consapevolezza in più: “Questo isolamento ha cambiato un po’ tutti, dalla vita frenetica alla calma assoluta ma – ha sorriso – Devo dire che non mi dispiace questa tranquillità adesso”.

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