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Ponte dell'Osa in consiglio municipale: le opposizioni chiedono la somma urgenza, M5s dice no

Il PD: "Cittadini ai domiciliari"

Avrebbe dovuto essere il primo consiglio in diretta streaming degli ultimi due anni di consiliatura quello che si è svolto nei locali di viale Cambellotti nella mattina di giovedì. Invece a causa di problemi tecnici la seduta, molto sentita dalla cittadinanza, si è svolta alla solita maniera e anche con i soliti “colpi di scena”. Tra i punti all’ordine del giorno: la chiusura del Ponte Osa, un argomento cult nella periferia Est della Capitale perché il crollo parziale della struttura tiene “bloccati” diversi quartieri. (IL VIDEO). Cittadini e opposizioni hanno chiesto a gran voce il ripristino della viabilità e il Movimento Cinque Stelle ha proposto, già da alcune settimane, la soluzione (almeno temporanea): l’installazione del ponte Bayle, ovvero un ponte militare che sovrasterebbe la struttura esistente in attesa dei lavori definitivi perché ad oggi “la strada che si sta seguendo è quella di sistemare il ponte” fanno sapere dal Movimento Cinque Stelle. (QUI TUTTA LA STORIA)

“Cittadini agli arresti domiciliari senza aver commesso reati”

La chiusura del ponte Osa ha comportato molti disagi ai residenti dei quartieri collocati a ridosso della via Prenestina nella zona ad Est di Roma. Dal traffico alla carenze di introiti per le attività commerciali: “Cittadini agli arresti domiciliari senza aver commesso reati” ha tuonato Dario Nanni, consigliere municipale che ha spiegato: “La mozione che ho presentato è stata tra i punti all’ordine del giorno e a questa la maggioranza ha collegato un ordine del giorno – puntando il dito contro il movimento cinque stelle ha aggiunto – non hanno fatto intervenire i cittadini, né la consigliera comunale Svetlana Celli che ha chiesto la parola, legittima e da prassi, hanno espulso il consigliere Compagnone a consiglio sospeso e non è stata messa in atto la diretta streaming tanto millantata”. Nanni ha concluso: “Hanno parlato di tutto e di niente, insomma una supercazzola, mentre i cittadini si vedono privati della libertà di circolazione sancita dall’articolo 16 della Costituzione”. Alle sue parole hanno fatto eco quelle di Fabrizio Compagnone: “Inquietante indifferenza” il consigliere dem ha definito l’atteggiamento della politica di maggioranza capitolina. La maggioranza del M5S si è arroccata su giustificazioni e lungaggini dovute da pratiche burocratiche e amministrative, quello che forse non è chiaro che se in questa situazione non ci sarà un interessamento diretto della Sindaca, proprio nella sua persona, ci vorrà troppo tempo e si rischia di mettere definitamente in ginocchio un’intera comunità. Ma considerando, ad oggi il suo interessamento, non credo che questo avverrà”.  

Per il gruppo di Fratelli d'Italia si è trattato di "Basta televendite, mancanza di rispetto istituzionale"

In totale disaccordo rispetto al modus operandi del partito di maggioranza, Nicola Franco, capogruppo di Fratelli d'Italia: "E' inammissibile lo sgarbo istituzionale commesso nei confronti dei consiglieri comunali presenti oggi in aula a cui non è stato consentito di intervenire, avrebbero potuto sospendere il consiglio e dargli la parola". Franco ha contestato le modalità con cui il M5S sta affrontanto l'intera vicenda e d'accordo con Mastrangeli ha puntato l'attenzione sulla somma urgenza: "Abbiamo socoperto che dopo la nevicata sono stati fatti due affidamenti diretti alle ditte per tappare le buche, anche in questo caso si tratta di calamità naturale, che cosa c'è di diverso?". Infine ha concluso: "Basta con le televendite, il presidente del Municipio le comunicazioni le dia in aula e non in un video postato sulla pagina del movimento". 

La Lista Marchini porta avanti la sua linea: “Somma urgenza”

Per il capogruppo della Lista Marchini non c’è alcun dubbio: l’unica strada da perseguire è la somma urgenza. “Chiedere un intervento con la modalità della somma urgenza è la soluzione ottimale per ripristinare la viabilità in questa zona del Municipio perché si eviterebbero tutte le lungaggini burocratiche e questa modalità è consentita anche dall’Anac”. 

Le opposizioni hanno abbandonato l’aula, la replica della maggioranza

Compatte le opposizioni che hanno abbandonato l’aula prima che si procedesse alla votazione della mozione presentata dal gruppo di maggioranza: “Il documento – ha spiegato la capogruppo pentastellata Laura Arnetoli – che sarà votato anche dai colleghi capitolini chiede alla sindaca di procedere presso gli organi preposti affinché si vada avanti con l’attuazione del progetto: ovvero l’installazione del ponte Bayle da parte del Genio Pionieri”. Arnetoli ha rimandato le accuse al mittente: “Durante la sospensione della seduta siamo scesi dai banchi e siamo andati dai cittadini a spiegare come stanno le cose – ha aggiunto – durante lo svolgimento dei lavori consiliari non è possibile per nessuno intervenire, né per i cittadini, né per i colleghi comunali, tutti possono intervenire ma prima che il consiglio inizi e o quando si conclude, mi stupisce il fatto che politici di vecchia data tutto questo non lo sappiano”. Sulle lungaggini di cui sono stati accusati Arnetoli ha concluso: “Ci sono dei passaggi necessari da seguire previsti dalle leggi italiane che non possono essere bypassati”.  

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