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Tor Bella Monaca, avviata una raccolta fondi per riaprire Adelandia

Occorrono diecimila euro per salvare Adeladia: la cifrà sarà impiegata per effettuare lavori di adeguamento necessari alla riapertura

Foto famiglia Dell'Acqua

Vogliamo riaprire il parco, per tutto quello che rappresenta per noi e per il quartiere. Dateci una mano”. Alisia e Denise lanciano un appello, attraverso il nostro giornale, per raccogliere i fondi necessari ad effettuare i dovuti interventi all’interno dell’area così da superare la verifica della commissione e tornare ad essere un punto di riferimento a Tor Bella Monaca, come fatto negli ultimi 36 anni. 

La storia di Adelandia è la storia di Tor Bella Monaca

Trentasei anni fa, Roberto Dell’Acqua circense arrivò a Tor Bella Monaca e nel fazzoletto di terra ad angolo tra via Quaglia e viale Santa Rita da Cascia decise di fermarsi per porre le basi di quello che sarebbe stato l’ultimo baluardo antispaccio del quartiere. Il terreno gli fu assegnato a seguito della partecipazione di un bando comunale: da quel momento la bonifica dell’area e l’avvio di Adelandia. Il parco porta questo nome perché Roberto (anche controfigura di Terence Hill negli anni, scomparso a settembre 2019) volle omaggiare sua moglie Adelina, dedicandolo a lei. Sulle giostre di via Quaglia sono cresciute più generazioni, Roberto non ha mai lesinato gettoni anche a chi non aveva risorse sufficienti per acquistarli. E che Adelandia abbia costruito davvero qualcosa in quasi quattro decenni di attività, lo dimostra la solidarietà che si è creata intorno alla famiglia tra petizioni, sit in, manifestazioni. Un’azione popolare concreta dopo la decisione della commissione commercio di viale Cambellotti di censire le attività presenti sul territorio dove sono insistono gonfiabili. 

Le proteste del quartiere e la mozione votata in consiglio

Le verifiche volute dalla commissione commercio del sesto Municipio

Durante le verifiche della polizia locale al parco giochi, ad Adelandia sono stati contestati articoli di legge che in realtà si riferiscono ai grandi luna park, oltre all’assenza di un documento di autorizzazione che avrebbe dovuto rilasciare il Comune 36 anni fa e che nei 36 anni a seguire ha riscosso ugualmente tutti i canoni di locazione pagati puntualmente da Roberto e dalla sua famiglia. A nulla è servita la mozione votata all’unanimità in municipio VI per salvare Adelandia: nelle scorse settimane alla famiglia Dell’Acqua è stata consegnata una determina di chiusura immediata del parco. Dal 16 gennaio un lucchetto ha scritto la parola “fine” ad Adelandia. Almeno per ora. 

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Chiude il parco Adelandia

La raccolta fondi promossa dalla famiglia Dell’Acqua

Per poter riaprire il parco, abbiamo bisogno di una nuova planimetria, di sostituire gli estintori, modificare l’impianto elettrico e altre piccole cose che, stando chiusi, non possiamo permetterci di pagare” hanno detto ai nostri taccuini Alisia e Denise. È per questo che hanno lanciato una raccolta fondi on line, per raggiungere una cifra necessaria che consenta la riapertura del parco. “Chiediamo a tutti una piccolissima somma per raggiungere 10mila euro, solo così possiamo salvare il posto in cui siamo cresciute noi ma anche tante persone del quartiere e dove da sempre ci incontriamo. Grazie”. 
 

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