Martedì, 18 Maggio 2021
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Scipioni: "In VI Municipio i giornalisti sono i benvenuti"

A parlare è il presidente Scipioni, dopo le polemiche sulla libertà di stampa scaturite dall'ultimo Consiglio. "Le riprese audio-video sono disciplinate dal regolamento del 2011 e dal Testo Unico degli Enti Locali"

In alto, il presidente del Municipio Scipioni; in basso, il presidente del Consiglio Consolino

“Non è la maggioranza ad impedire le riprese audio-video nelle sedute del Consiglio, ma il regolamento del 2011, ereditato dalla precedente Amministrazione e dal T.u.e.l.”: risponde così alle critiche sulla questione della libertà di stampa il presidente del VI Municipio, Marco Scipioni, dopo il Consiglio dello scorso 23 gennaio, in cui il M5S, Movimento Ø e i cronisti della “Fiera dell’Est” avevano  manifestato contro la disposizione emanata dal presidente del Consiglio, Ambra Consolino, lo scorso ottobre, elaborata per regolare le riprese audio-video in Aula, che possono essere effettuate solo previa richiesta di autorizzazione nelle 24 ore precedenti alla seduta.

Il comma n.4 dell’art.35 sulla Pubblicità delle Sedute recita che “Il presidente del Consiglio, sentito l’ufficio di presidenza, autorizza le emittenti radio-televisive che ne facciano richiesta a trasmettere le sedute del Consiglio” e il Testo Unico degli Enti Locali, all’art.38, c.7 afferma che “Le sedute del Consiglio e delle Commissioni sono pubbliche, salvi i casi previsti dal regolamento”.

“Pertanto appare strumentale quello che è successo in Aula e le dichiarazioni che sono state fatte ai mezzi di stampa. I giornalisti in VI Municipio sono i benvenuti, sempre”, precisa il minisindaco.

In Aula, il 23 gennaio, la seduta è stata sospesa per due ore dal Presidente del Consiglio. “C’è sempre un gruppo d 4- 5 persone che blocca da tempo il Consiglio  –  conclude il presidente Scipioni – e sta diventando un problema di ordine pubblico e di strumentalizzazione, non di informazione. Noi chiediamo il rispetto delle norme, mentre loro non le rispettano”.

ambra consolino-2CONSOLINO (PD): “È MIO DOVERE TUTELARE TUTTI I CITTADINI” – "I manifestanti sono entrati con cartelli e telecamere di cartone – racconta il presidente del Consiglio, Ambra Consolino – Ho fatto presente che,  avremmo ascoltato la loro posizione e le loro richieste, per avere un confronto e dare risposte, dopo la fine dei lavori: l’ordine del giorno era breve. Ma i cartelloni non sono stati tolti, nonostante i ripetuti inviti. Per questo, come da regolamento, i vigili presenti in Aula sono intervenuti per riportare l’ordine, anche perché la situazione stava sfociando in una manifestazione non autorizzata. È  stato inoltre richiesto ai vigili di invitare nuovamente a togliere i cartelloni e di non utilizzare le attrezzature utili per svolgere videoriprese essendo sprovvisti di autorizzazione".  

"Al presidente del Consiglio", continua la Consolino, "è demandato, come da Legge, la direzione dei lavori dell’Aula e di conseguenza il rilascio di autorizzazioni per tutte le attività che si possono svolgere nell’Aula. Ci tengo a ribadire, come già sottolineato altre volte, che è nostro interesse che i cittadini vengano sempre più a conoscenza delle decisioni assunte in Consiglio. Le sedute consiliari sono pubbliche, vengono audio registrate e tutti gli atti approvati sono pubblicati sul sito del Municipio. È evidente che le nuove tecnologie contribuiscano a una maggiore diffusione dello svolgimento delle sedute consiliari. A mio parere, il contendere non è nell’impedire l’informazione, ma nel merito tecnico che riguarda l’autorizzazione a svolgere le videoriprese,   come sancito dal regolamento municipale art 35, comma 4".

Poi, il presidente del Consiglio ripercorre la vicenda della questione video-riprese: “Sin dall’inizio della consiliatura, sono sorte delle contrapposizioni in merito e, pur avendo specificato che bisognava fare una semplice richiesta di accreditamento, ciò è rimasto inascoltato e nessuna richiesta è pervenuta. A ciò si sono aggiunte numerose lamentele a me pervenute da parte di alcuni cittadini, infastiditi dalle varie riprese tra il pubblico ove potevano apparire anche i bambini, da parte del personale municipale presente in Aula e da alcuni consiglieri che venivano ripresi prima dell’inizio della seduta. Ecco perché, in accordo con i Capigruppo, abbiamo riscontrato la necessità di regolamentare questa questione". 

"Così", spiega ancora la Consolino, "si è resa necessaria la disposizione, emanata ad ottobre nelle more di un regolamento, che permette di richiedere l’autorizzazione alle video riprese almeno 24 ore prima, specificando a che titolo (cittadino, giornalista, associazione etc). L’atto si basa su regolamenti già approvati dagli altri comuni e su una bozza di regolamento del Comune di Roma. Lo stesso è stato predisposto con l’intento di essere propedeutico a uno specifico regolamento per questo ho impegnato da tempo la Commissione Bilancio, Patrimonio e Regolamento a stilare un documento, frutto delle idee e proposte della maggioranza e dell’opposizione, da approvare in Aula". 

La Consolino spiega che "in questi mesi, nessuna richiesta di autorizzazione è stata presentata né da parte di associazioni, di cittadini o di giornalisti. A mio parere, le questioni sono due e sono separate: la prima riguarda il riconoscimento e il rispetto del lavoro del giornalista, mai in discussione. La seconda riguarda la gestione delle video-riprese in aula. In merito a quest’ultima, il Segretariato Generale, rispondendo a un quesito sulla registrazione audio-video delle sedute consiliari da parte dei consiglieri (12 maggio 2011), ‘Più puntualmente e in ripetute occasioni, il Ministero dell’Interno ha ritenuto che, in assenza di un’esplicita previsione regolamentare, l’ammissione della registrazione può essere regolata caso per caso dal Presidente del Consiglio nell’esercizio dei poteri di direzione dei lavori dell’assemblea…reputando altresì che, in via generale, non sussista un autonomo e indiscriminato diritto di procedere alla registrazione che consenta di superare gli eventuali divieti posti dall’amministrazione (in tal senso, Cass. Sez.I 6 aprile 2001, n.5128, che ha riconosciuto la legittimità del divieto, stabilito dal regolamento consiliare, di introdurre nella sala del Consiglio, apparecchi di registrazione audiovisiva, se non previa autorizzazione)’".

La Consolino sottolinea infine che "questo uno dei territori più disagiati di Roma, che soffre per tante problematiche, il nostro impegno è rivolto maggiormente a tentare di risolvere queste ultime, per dare risposte concrete ai cittadini e meno alle formalità burocratiche".

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