Venerdì, 12 Luglio 2024
Torri Tor Bella Monaca / Viale Duilio Cambellotti, 11

Reddito di cittadinanza, Pd e FdI si fanno i dispetti e la mozione salta. Cittadini infuriati (VIDEO)

L'atto firmato da Mancini, Gasparutto, Compagnone e Battistoni prende spunto dall'interrogazione della consigliera regionale Emanuela Droghei (Pd) e chiede risorse alla Regione per sopperire all'interruzione dell'assegno. In aula Spi Cgil, Anpi, Caritas, Asia Usb. Prima del voto la destra esce dall'aula

La mozione sul reddito di cittadinanza presentata dal gruppo Pd in VI municipio non è stata votata. Almeno, non oggi, martedì 8 agosto. Il motivo? Nell'aula consigliare di via Cambellotti, a Tor Bella Monaca, la maggioranza di centrodestra a trazione Fratelli d'Italia (unica a Roma su 15 municipi) non ha risposto al secondo appello della seduta, facendo cadere il numero legale e decretando la chiusura dei lavori. Una "favore" ricambiato, visto che poco prima era stato il Pd a far saltare il voto su un ordine del giorno della destra, non garantendo (come prevedibile) la tenuta alla maggioranza.

La mozione Pd sul reddito di cittadinanza

La mozione in questione è stata firmata da tutto il gruppo del Pd delle Torri (Mancini, Gasparutto, Compagnone e Battistoni) e prende spunto dall'interrogazione presentata la scorsa settimana da Emanuela Droghei in consiglio regionale. L'interruzione del reddito di cittadinanza per circa 15.000 percettori nel Lazio, oltre 10.000 solo a Roma, ha messo in moto la politica. Dal nazionale in giù, il Pd sta presentando atti, interrogazioni e mozioni a ogni livello per costringere le amministrazioni a trovare risorse per sopperire all'interruzione dell'erogazione, a partire dal 1° agosto. Nel caso specifico, la richiesta è rivolta al governo regionale. 

Cade il numero legale due volte davanti a cittadini e associazioni 

La mozione chiede alla giunta di Nicola Franco (FdI) di impegnarsi nei confronti della giunta regionale - anch'essa guidata da Fratelli d'Italia - affinché vengano reperite risorse per il contrasto alla povertà e messi in campo tutti gli strumenti utili per una maggiore organizzazione rispetto all'assistenza delle famiglie vulnerabili del territorio. Uno dei più esposti ai rischi di un'assenza di sostegno. "In aula oggi eravamo noi 4 del Pd, una consigliera del M5S e una della lista Calenda - racconta il capogruppo dem Flavio Mancini - quindi 6 su 7, mentre della maggioranza erano 11 su 18. Loro hanno presentato in via urgente un ordine del giorno, ma non avevano i numeri e quindi abbiamo fatto cadere il numero legale. Dopo una pausa di venti minuti c'è stato il secondo appello e a quel punto non hanno risposto, uscendo dall'aula consiliare e facendo sì che cadesse il numero legale nuovamente". Davanti a qualche decina di cittadini, Anpi, Caritas, Spi Cgil, Asia Usb e all'associazione La Rosmarina onlus di Villaggio Breda, la seduta si è sciolta ed è stata riconvocata per il 9 agosto alle 14: "A quel punto basteranno 9 presenti - conclude Mancini - ma vediamo che succederà. Andare via tutti in questo modo, su un tema come il reddito di cittadinanza, è stato un atto vile". 

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Droghei (Pd): "Si è persa un'opportunità"

In aula tra il pubblico erano presenti anche la consigliera regionale Emanuela Droghei, il segretario del Pd Roma Enzo Foschi, la presidente del Pd Roma Giulia Tempesta e la presidente dell'assemblea capitolina Svetlana Celli. "La destra in VI municipio scappa per non votare contro il governo Meloni - ha commentato Foschi - Una scelta incomprensibile che conferma che questa destra preferisce salvaguardare gli interessi di partito rispetto a quelli dei cittadini". "La maggioranza ha abbandonato l'aula per non votare mozione sul reddito di cittadinanza - ha commentato Droghei - Ci aspettavamo una votazione diversa, perché crediamo nella necessità di mettere i bisogni dei cittadini prima di quelli del proprio partito. Dispiace si sia persa questa opportunità , sarebbe stato un bel segnale di attenzione ai bisogni delle famiglie di questo territorio". Al momento dell'uscita di scena della maggioranza, alcuni cittadini si sono alzati e hanno gridato "vergogna" contro i consiglieri. 

Franco (FdI): "Autogol della sinistra. Atto strumentale contro Governo e Regione"

Non la pensa così il minisindaco del VI, Nicola Franco: "Quello andato in scena oggi è stato un vero e proprio autogol da parte dell'opposizione - spiega a RomaToday - perché ha portato in consiglio i cittadini, ha chiesto l'intervento della forza pubblica, poi però non ha garantito il numero legale quando la maggioranza ha presentato un importantissimo ordine del giorno in cui si richiedono i fondi per il sociale a Gualtieri. Lo sapete che nell'assestamento di bilancio non abbiamo nulla, per il 2023 e per il 2024, a supporto dello scorrimento delle liste d'attesa? Il Pd non ha voluto votare, prendendosi le critiche anche del consigliere di Calenda e così, alla seconda chiama, la maggioranza non ha risposto ed è uscita dall'aula. Sul reddito di cittadinanza il governo è stato chiaro, non viene cancellato ma sostituito con una forma di assistenza non aperta a tutti, perché abbiamo visto quante truffe ci sono state. Il Pd con questo atto ha voluto attaccare il governo e la Regione, guarda caso chiedendo solo a Rocca di reperire risorse e non a Gualtieri. Ma come, qui ci tagliano i fondi sul sociale e loro non votano? Una figuraccia". La mozione verrà ripresentata il 9 agosto pomeriggio: "E mi auguro verrà respinta, com'è giusto che sia" conclude Franco.

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