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VIDEO | Giochi dei bimbi con vista container, il Teatro dell’Opera si prende un pezzo di parco archeologico

In fase di completamento, il nuovo e atteso parco archeologico di Ponte di Nona si presenta agli abitanti con una sorpresa: container proprio davanti all’area giochi dei bambini

 

C’è un tratto di via Collatina Antica. Alberi da frutto, area giochi per i bambini e quella dedicata ai cani. Un lago di sorgente. E i container. Giusto per dargli quel tocco urbano che, evidentemente, la periferia merita. Siamo all’interno del nuovo parco archeologico di Ponte di Nona, a pochi passi dal centro commerciale. Un’opera a scomputo per il quartiere ancora in fase di rifiniture. E mentre gli abitanti della zona sono in attesa di portare le proprie famiglie a trascorrere il tempo libero nella grande area verde, spunta l’ennesima beffa: i container ad uso magazzino del Teatro dell’opera di Roma ha allargato i suoi spazi.

Da anni infatti sono presenti nella zona adiacente agli uffici di Polizia Municipale di via Crocco, ma con una determina dirigenziale del dipartimento al Patrimonio datata 6 novembre 2017, di fatto il Comune di Roma assegna l’area ( di sua proprietà) “in via provvisoria al Teatro dell’Opera per collocare appositi container per l’immagazzinamento di scenografie e costumi”, come si legge nel documento.  “È assurdo che il Campidoglio autorizzi il deposito di container dentro un parco comunale in via di ultimazione - sottolinea il direttivo del comitato di quartiere Nuova Ponte di Nona -, ma che sopratutto il municipio non abbia provato ad opporsi o ad informare i cittadini. Chi ha la responsabilità deve provvedere a trovargli un’altra collocazione”.

Senza dimenticare che l’area dove sono stati collocati ora i container fu costruita, sempre come opera a scomputo dal centro commerciale, per destinarla al mercato di Porta Portese quando ancora si discuteva di un suo spostamento dal centro città. Opera costata migliaia di euro ed ora ridotta a parcheggio di stoccaggio. “Su questa storia andremo fino in fondo - continua il comitato -, fino alla Procura della Repubblica se necessario”.

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