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Via di Salone, dai nomadi no al trasferimento: “Via da qui solo morti”

Mattinata di tensione al campo di La Rustica. Era previsto il trasferimento a Castelnuovo di Porto di 129 rom. Un gruppo però si è opposto per le condizioni igieniche della CARA. Alla fine però l'intervento del prefetto ha rassicurato e convinto i nomadi contrari

I piccoli hanno l'adrenalina addosso, corrono avanti e indietro, giocano con le telecamere dei giornalisti che circondano il campo e ripetono quelle frasi sentite dire ai loro genitori “Da qui non andiamo via”. Per loro è tutto un gioco ma questa frase è stata il serio tormentone della giornata odierna al Campo nomadi di via di Salone, per via di una decisione non condivisa da tutti: quella del trasferimento di 129 ospiti nel centro C.A.R.A (Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo Politico ) di Castelnuovo di Porto. Spostamento riuscito in parte e a fatica, solo dopo ore di trattativa tra le famiglie interessate dal provvedimento, il Prefetto Giuseppe Pecoraro, Marco Squicciarini, coordinatore nazionale per l'emergenza rom della Croce rossa Italiana, e i rappresentanti del Comune.

Alla fine sono saliti sui tre autobus messi a disposizione dalla Croce Rossa solo in cinquanta; gli altri dovrebbero andar  via mercoledì mattina. L'opera di convincimento è riuscita dopo aver dato la garanzia ai nomadi di mantenere sigillati i container che si accingono a lasciare. Tra le  loro paure, infatti, c'è quella che questi alloggi vengano occupati dai connazionali del Casilino 900, campo che dovrebbe essere sgomberato domani mattina. Tuttavia le autorità che hanno coordinato le operazioni hanno tranquillizzato sul fatto che le due cose non sono legate.

“La decisione è stata presa da Comune e Prefettura e ha riguardato le persone che non avevano documenti in regola e avevano fatto richiesta d'asilo - ha spiegato Marco Squicciarini, coordinatore per l'emergenza rom della Croce rossa Italiana - Il prefetto si è anche impegnato a chiudere l'istruttoria per le loro richieste in 15 giorni invece dei due mesi necessari. Questo per tranquillizzare i rom che stamani non volevano partire”.

I nomi finiti sulla lista del trasferimento non hanno un permesso di soggiorno, sono in attesa di riceverlo, per ora hanno acquisito solo lo status di richiedenti asilo. “Una via burocratica questa  scelta per comodità dalle autorità per portare avanti il Piano nomadi– ci spiega  Andrea Anzaldi, rappresentante dell'Europan Roma rights centre”- per riuscire a inquadrare rom che da decenni vivono a Roma ma senza avere ancora documenti”.

“Per lo Stato Italiano siamo ancora clandestini -aggiunge Saft, uno dei rom in attesa di trasferimento  a Castel di Porto– ma abitiamo in Italia da 34 anni, è assurdo. Io e la mia famiglia siamo arrivati a via di Salone un mese fa, dopo essere stati sgomberati da La Rustica e adesso ci vogliono spostare di nuovo. Ma non andremo via, ieri abbiamo fatto un sopralluogo nella nuova struttura e non ci piace”. La contrarietà di Saft è uguale a quella dei suoi compagni che questa mattina si sono rifiutati di salire sugli autobus della Croce Rossa: “Non vogliamo andare via da qui perchè siamo abituati a vivere in strutture indipendenti, siano pure baracche, invece ci vogliono spostare in magazzini tutti insieme, in condizioni igieniche precarie. E poi la nostra vita è qui non possono spostarci ogni mese. Dicono che ci sono accordi con noi ma invece fanno tutto loro, con la forza”.

Tra le persone da trasferire una settantina sono bambini e dieci si sono rese irreperibili
. “Qualcuno ha deciso di andarsene - ha continuato Squicciarini - comunque alla fine dell'esame delle richieste, chi ha diritto tornerà nella sua casetta di Salone. Proprio per fugare i loro dubbi, abbiamo lasciato loro le chiavi e dal Cara potranno venire ogni giorno a controllare che tutto sia a posto. È prevista soltanto una disinfestazione interna alle casette”.

Domani, intanto, comincerà lo sgombero dei primi cento rom del Casilino 900 proprio al campo di via di Salone. Per loro, ha detto il coordinatore, sono state allestite 40 casette nuove di zecca. Nessun problema, ha assicurato Squicciarini, per i bambini rom trasferiti al Cara che dovranno seguire le lezioni scolastiche. “Abbiamo avvertito le loro insegnanti che domani e dopodomani i bambini non andranno a scuola per seguire le procedure burocratiche necessarie - ha detto - noi, come Croce rossa, abbiamo aperto una seconda ludoteca nel Cara per i bambini che saranno seguiti dai nostri giovani volontari. Poi, dopo il trasferimento degli altri 60 previsto per mercoledì, metteremo a disposizione i pullman per portarli a scuola”.



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